risposta alla deputata mura
Il ministero contro l’Aias: donna incinta discriminata
CAGLIARI. Per il ministero del Lavoro l’Aias ha penalizzato una donna a cui non è stato rinnovato il contratto a tempo determinato dopo la comunicazione dello stato di gravidanza. «Un’illecita e...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Per il ministero del Lavoro l’Aias ha penalizzato una donna a cui non è stato rinnovato il contratto a tempo determinato dopo la comunicazione dello stato di gravidanza. «Un’illecita e odiosa condotta discriminatoria fondata sul genere, che viola il divieto di discriminazione in materia di tutela della maternità e paternità, così come stabilito dallo stesso codice delle pari opportunità, e che si pone in contrasto con i principi di eguaglianza e antidiscriminazione sanciti dal dettato costituzionale». Questa è la risposta del ministero del Lavoro guidato da Andrea Orlando all’interrogazione della deputata Pd Romina Mura, che aveva sottoposto il caso, venuto alla luce la scorsa estate, di una donna del Nuorese a cui l’Aias non aveva rinnovato il contratto dopo che la stessa aveva comunicato ai datori di lavoro il suo stato di gravidanza. «Dal ministero del Lavoro è giunta una risposta rilevante dal punto di vista degli effetti – spiega la parlamentare – in quanto ha attivato l’ispettorato territoriale del lavoro, cui è seguita l'ordinanza ingiunzione dell’8 novembre, in corso di notifica all'Aias, con la quale è definito il procedimento di contestazione dell'illecito. Ma determinante è stata anche l’azione della consigliera di parità Tiziana Putzolu in questa vicenda, che ha dimostrato l’importanza di questo ruolo di tutela e vigilanza. Un ruolo da valorizzare dotandolo di strumenti e prerogative che permettano di svolgere al meglio le sue fondamentali funzioni».
La vicenda era stata raccontata ad agosto dalla consigliera di Parità della Regione Maria Tiziana Putzolu in commissione Lavoro. «Questo è un caso emblematico di quanto la discriminazione legata alla maternità sia ancora centrale» aveva detto, invitando i commissari ad «assumere ogni iniziativa utile e possibile, per porre fine a un'antistorica ingiustizia e contribuire a riaffermare e riconoscere i diritti di una lavoratrice alle dipendenze di un ente che riceve ingenti risorse regionali». Da parte loro, i consiglieri regionali avevano chiesto l'istituzione di una sottocommissione dedicata al lavoro femminile in Sardegna e la convocazione di una seduta congiunta con la commissione Salute per la vicenda della lavoratrice Aias.
La vicenda era stata raccontata ad agosto dalla consigliera di Parità della Regione Maria Tiziana Putzolu in commissione Lavoro. «Questo è un caso emblematico di quanto la discriminazione legata alla maternità sia ancora centrale» aveva detto, invitando i commissari ad «assumere ogni iniziativa utile e possibile, per porre fine a un'antistorica ingiustizia e contribuire a riaffermare e riconoscere i diritti di una lavoratrice alle dipendenze di un ente che riceve ingenti risorse regionali». Da parte loro, i consiglieri regionali avevano chiesto l'istituzione di una sottocommissione dedicata al lavoro femminile in Sardegna e la convocazione di una seduta congiunta con la commissione Salute per la vicenda della lavoratrice Aias.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
