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la richiesta della conferenza 

Le Regioni al governo: super green pass per vaccinati e guariti

ROMA. Rivedere le regole a partire da quelle sul green pass, con misure più severe per i non vaccinati, e spingere sulla terza dose il più rapidamente possibile: le Regioni insistono sulla necessità...

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ROMA. Rivedere le regole a partire da quelle sul green pass, con misure più severe per i non vaccinati, e spingere sulla terza dose il più rapidamente possibile: le Regioni insistono sulla necessità di un cambio di passo nella lotta al Covid e chiedono una «riflessione urgentissima» con il governo alla luce dell'aumento dei casi, per salvare il Natale ed evitare le restrizioni e chiusure previste per le zone gialle o arancioni. Una richiesta che il governo si dice disponibile ad accogliere «a breve», forse già lunedì, anche se la linea di Palazzo Chigi al momento non cambia: le uniche misure sul tavolo sono l'estensione dell'obbligo della terza dose al personale sanitario e la riduzione della durata del certificato verde, provvedimenti che il Consiglio dei ministri dovrebbe discutere nella riunione di giovedì prossimo. Dalla Conferenza delle regioni non arriva una proposta concreta ma la linea è quella del doppio binario per il pass già emersa nei giorni scorsi: un super green pass solo per i vaccinati e i guariti, per poter andare in ristoranti, cinema, teatri, musei, stadi o a sciare nelle regioni che cambieranno colore e uno, ottenibile anche con il tampone, per lavorare e per i servizi essenziali. Una linea in realtà non condivisa all'unanimità, come confermano le parole del presidente delle Marche Francesco Acquaroli - «ulteriori restrizioni non sono utili, creerebbero altre tensioni e divisioni tra chi è vaccinato e chi non lo è» - e la cui fattibilità è tutta da verificare. Lo ha ricordato il presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli: «mi pare un rimedio difficilmente praticabile e, dal punto di vista normativo, molto rischioso. Se la situazione è così vincolante, questo giustificherebbe l'imposizione di un obbligo di vaccinazione non una sorta di lazzaretto domestico». Il punto di vista dei presidenti è però un altro. Le Regioni, dice il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga «sono preoccupate» per il peggioramento della curva e per «la ricaduta che tale situazione potrebbe avere sulla ripresa, a poche settimane dalle festività natalizie». L'incubo, in sostanza, è veder scattare la zona arancione a ridosso del Natale, con chiusure e restrizioni insostenibili dal punto di vista economico e sociale. Ed è per questo che i governatori stanno correndo ai ripari, con misure locali come quella disposta dal presidente siciliano Nello Musumeci: tampone a chi arriva da Gran Bretagna e Germania e obbligo di mascherina anche all'aperto nei luoghi affollati.

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