Dall’eolico 2,6 gigawatt e dal fotovoltaico 2,2

Ma senza l’assenso della Regione il provvedimento potrebbe essere a rischio costituzionalità

CAGLIARI. Il decreto in arrivo contiene anche un elemento politico delicatissimo. Riguarda il ruolo della Regione. Come da Statuto la Regione ha potestà legislativa su produzione e distribuzione di energia elettrica. Il decreto che firmerà Draghi non contiene però l’esplicito l’assenso della Regione che lo dovrebbe dare sotto forma di “concerto”. Un assenso che non sarebbe solo formale ma anche sostanziale, perchè come hanno ben chiaro i consiglieri giuridici del presidente del Consiglio, «senza il concerto della Regione il decreto è a rischio costituzionalità». Che farà Solinas? Accetterà questo decreto così come formulato o ne chiederà formalmente modifiche? Accetterà uno scenario che non fornisce omogenee garanzie di continuità produttiva? Nel caso in cui la Regione avesse dubbi, dovrebbe però quantomeno sbrigarsi. La partita diplomatica che si aprirebbe tra Palazzo Chigi e Villa Devoto, sarebbe a dir poco serrata, perchè i tempi stringono e le nuove infrastrutture vanno fatte subito.

Su questo punto, per evitare equivoci, il decreto chiarisce subito: abbiamo trasmesso lo schema del decreto alla Regione, «con la quale si sono tenute riunioni di coordinamento, ma non è pervenuta alcuna osservazione». E quindi si va avanti con le opere da fare subito: 1 gigawatt di nuove risorse di accumulo (idroelettrico più che batterie; dove? Non si sa); 2,6 gigawatt di eolico, on e off-shore (pari a una energia potenzale di quattro centrali di Fiumesanto, per avere un ordine di grandezza; dove? Nella costa sud occidentale e nord-orientale, soprattutto); 2,2 gigawatt di fotovoltaico totale, poco più del doppio dell’attuale installato a oggi nell’isola in oltre 40mila impianti, grandi e piccoli. A seguire i compensatori sincroni, macchine speciali per stabilizzare la rete elettrica che servono proprio in caso di significativi apporti al sistema da fonti rinnovabili. Ne servono altri re oltre a quelli già installati da Terna a nord e a sud.

Tutto ciò non è un “auspicio” o una richiesta, ma una precisa indicazione di ciò che va fatto, anche perchè tutte queste opere, come spiega lo stesso decreto sono «interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti».(g.cen.)

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