Commissioni, fumata bianca nel centrodestra
Accordo nella maggioranza per i sei presidenti: due al Psd’Az, uno a testa per Udc, Lega, Fi e Fdi
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Più facile del previsto, almeno così pare. Al centrodestra è bastato un solo vertice di maggioranza per staccare il primo tagliando di metà legislatura: i nuovi presidenti delle sei commissioni del Consiglio regionale. Per il secondo, è l’annunciato rimpasto in Giunta e che di sicuro sarà molto più invasivo, ci vorranno ben altri summit, ma è ancora troppo presto per affrontare il problema dei problemi nell’agenda politica del governatore Christian Solinas.
Senza baruffe. «È stato facile trovare un accordo», ha detto Giorgio Oppi, leader dell’Udc, all’uscita dall’incontro da Villa Devoto. «Non c’è stata alcuna sofferenza», ha aggiunto Aldo Salaris, coordinatore dei Riformatori e assessore ai lavori pubblici. «Siamo tutti soddisfatti», hanno ribadito, uno dopo l’altro, i capigruppo Franco Mula, Psd’Az, Dario Giagoni, Lega, e Francesco Mura, Fdi. Con un sorriso sono andati via Ugo Capellacci, segretario di Forza Italia, e Stefano Tunis, in rappresentanza del gruppo Misto. Anche il presidente del Consiglio, Michele Pais, che ha partecipato alla prima parte della riunione, dovrebbe essere soddisfatto, perché lui ha sempre detto: «L’Aula deve ritornare sùbito a lavorare a pieno regime, commissioni comprese», e così sarà da domani in poi.
L’accordo. Rispetto alle indiscrezioni degli ultimi giorni, le novità sono davvero poche. Come si sapeva da tempo, il Psd’Az avrà due presidenze: il bilancio, col vicecapogruppo Stefano Schirru, che quindi per ora esce dalla rosa dei possibili futuri assessori, e le attività produttive, con la conferma di Piero Maieli, che ha avuto la meglio sul concorrente interno Alfonso Marras, a sua volta costretto a lasciare la guida della commissione lavoro. Commissione che, invece, andrà all’Udc. La scelta è caduta su Franco Stara, eletto nelle liste civiche del centrosinistra, nel 2019, poi passato a Italia Viva e approdato infine allo Scudo crociato, ma rivendicando sempre l’appartenenza renziana. «È il giusto riconoscimento – dichiarerà Oppi – per un consigliere sempre presente in aula e poi il lavoro è la sua materia».
Le conferme. Fdi è riuscita a difendere la presidenza di Antonio Nico Mundula alla sanità. Ha ottenuto così il rispetto del patto di settembre, quando lo stesso Mundula era stato nominato a ridosso della scadenza di metà legislatura, il centrodestra allora era in affanno, ma con l’impegno che la sua non sarebbe stata solo un’apparizione. La Lega ha confermato Pierluigi Saiu alle riforme: «Ha lavorato bene», confermerà il capogruppo Giagoni. Forza Italia, nonostante qualche resistenza del governatore Solinas per qualche critica di troppo alla Giunta, rieleggerà Giuseppe Talanas all’urbanistica. Oggi pomeriggio il voto.
La ratifica. Al mattino l’Aula è convocata per eleggere l’Ufficio di presidenza. Il centrodestra sarebbe orientato a confermare l’attuale schieramento: Giovanni Antonio Satta (gruppo Misto) vicepresidente, Giorgio Oppi, Udc, e Nanni Lancioni, Psd’Az, questori. Almeno fino al giorno in cui ci sarà il rimpasto, perché proprio Lancioni potrebbe essere uno dei nuovi assessori sardisti. (ua)
Senza baruffe. «È stato facile trovare un accordo», ha detto Giorgio Oppi, leader dell’Udc, all’uscita dall’incontro da Villa Devoto. «Non c’è stata alcuna sofferenza», ha aggiunto Aldo Salaris, coordinatore dei Riformatori e assessore ai lavori pubblici. «Siamo tutti soddisfatti», hanno ribadito, uno dopo l’altro, i capigruppo Franco Mula, Psd’Az, Dario Giagoni, Lega, e Francesco Mura, Fdi. Con un sorriso sono andati via Ugo Capellacci, segretario di Forza Italia, e Stefano Tunis, in rappresentanza del gruppo Misto. Anche il presidente del Consiglio, Michele Pais, che ha partecipato alla prima parte della riunione, dovrebbe essere soddisfatto, perché lui ha sempre detto: «L’Aula deve ritornare sùbito a lavorare a pieno regime, commissioni comprese», e così sarà da domani in poi.
L’accordo. Rispetto alle indiscrezioni degli ultimi giorni, le novità sono davvero poche. Come si sapeva da tempo, il Psd’Az avrà due presidenze: il bilancio, col vicecapogruppo Stefano Schirru, che quindi per ora esce dalla rosa dei possibili futuri assessori, e le attività produttive, con la conferma di Piero Maieli, che ha avuto la meglio sul concorrente interno Alfonso Marras, a sua volta costretto a lasciare la guida della commissione lavoro. Commissione che, invece, andrà all’Udc. La scelta è caduta su Franco Stara, eletto nelle liste civiche del centrosinistra, nel 2019, poi passato a Italia Viva e approdato infine allo Scudo crociato, ma rivendicando sempre l’appartenenza renziana. «È il giusto riconoscimento – dichiarerà Oppi – per un consigliere sempre presente in aula e poi il lavoro è la sua materia».
Le conferme. Fdi è riuscita a difendere la presidenza di Antonio Nico Mundula alla sanità. Ha ottenuto così il rispetto del patto di settembre, quando lo stesso Mundula era stato nominato a ridosso della scadenza di metà legislatura, il centrodestra allora era in affanno, ma con l’impegno che la sua non sarebbe stata solo un’apparizione. La Lega ha confermato Pierluigi Saiu alle riforme: «Ha lavorato bene», confermerà il capogruppo Giagoni. Forza Italia, nonostante qualche resistenza del governatore Solinas per qualche critica di troppo alla Giunta, rieleggerà Giuseppe Talanas all’urbanistica. Oggi pomeriggio il voto.
La ratifica. Al mattino l’Aula è convocata per eleggere l’Ufficio di presidenza. Il centrodestra sarebbe orientato a confermare l’attuale schieramento: Giovanni Antonio Satta (gruppo Misto) vicepresidente, Giorgio Oppi, Udc, e Nanni Lancioni, Psd’Az, questori. Almeno fino al giorno in cui ci sarà il rimpasto, perché proprio Lancioni potrebbe essere uno dei nuovi assessori sardisti. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
