La Nuova Sardegna

Pd, zero candidati: saltano le primarie

Pd, zero candidati: saltano le primarie

Le correnti dem non trovano l’intesa sul segretario unitario: congresso rinviato

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il Pd non ce l’ha fatta. Neanche all’ultim’ora ha trovato un candidato perfetto per eleggere l’auspicato e invocato segretario unitario fino al 2025. Tutte le correnti lo avrebbero voluto, quasi tutte hanno tentato di individuarlo, ma alla fine oltre al principio sventolato, «non spacchiamoci», i Dem non sono andati. È proprio sul nome, quello ufficiale da proporre ad iscritti e simpatizzanti, che la trattativa s’è arenata. In altre parole, all’ennesima scadenza, lunedì, per la presentazione delle candidature alla segreteria nessuno s’è fatto avanti. Di conseguenza, è scontato che il 12 dicembre non ci sarà alcuna elezione del successore di Emanuele Cani, in carica dal 2018, con la missione, seppure decisa allora solo da gran parte dell’assemblea regionale, non dagli iscritti, di traghettare il partito verso un congresso che invece non ci sarà se non l’anno prossimo.

Addio primarie. Finora, come ricordato con un filo d’amarezza da Sebastiano Mazzone, storico e saggio presidente delle varie commissioni per questo o quel congresso, mai era capitato che il Pd saltasse l’appuntamento con le sue osannate primarie. Finora i gazebo per eleggere il segretario regionale era sempre riuscito a tirarli su, in un modo o nell’altro. Nel 2007, poi due anni dopo, ancora nel 2013 e infine nel 2017. Non sarà così nel 2021.

Cosa accadrà. Oggi la Commissione per il congresso prenderà atto della mancata presentazione di una o più candidature. Poi, seduta stante, girerà la pratica alla direzione regionale, che a sua volta dovrà chiedere lumi a quella nazionale. Perché proprio la segreteria Letta, con uno dei suoi vice, in questo caso l’ex deputato sardo Marco Meloni, era stata perentoria: «Nelle regioni i congressi dovranno concludersi entro dicembre». Ora, invece, a chiedere una deroga sarà proprio il Pd sardo. Gli sarà concessa? È possibile, ma purché non slitti oltre gennaio.

Lo stallo. La rosa sui possibili candidati unitari c’era: Piero Comandini, proposto dall’accoppiata Popolari-Riformisti e Base riformista, Romina Mura dal gruppo eterogeneo delle «200 firme», Carla Medau dagli ex soriani, Luigi Lotto dai zingarettiani e con semmai anche gli ex Diesse pronti a indicare un nome. Non c’è stato nulla da fare, i veti incrociati hanno avuto la meglio su qualunque buona intenzione. Tra l’altro, a tempo ormai scaduto, proprio il gruppo che fa riferimento all’ex segretario nazionale Zingaretti, in altre parole la sinistra del Pd, ha commentato così lo stallo: «C’è stata una convergenza fra tutte le componenti per uscire dal vecchio schema maggioranza/minoranza. Siamo rammaricati che, già in questa fase, non sia stata raggiunta la convergenza su una delle candidature prospettate. Noi continuiamo a volere e lavoreremo ancora per una unità di alto profilo politico ma non possiamo imporla a chicchessia. Però – concludono i zingarettiani – ribadiamo che prima di ricorrere a un nuovo confronto/scontro fra vecchie, nuove o riverniciate correnti, lo ribadiamo, dovranno essere sempre e solo gli iscritti a discutere e a decidere il futuro del Pd in Sardegna». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative