Ristoranti sardi in evidenza: a Corsaro e Somu stella più 2 forchette

Lo staff di Somu festeggia la prima stella Michelin

Premiati da Michelin (ben 5 i locali isolani segnalati dalla guida francese) e Gambero Rosso. Armidda migliore trattoria.

SASSARI. Le due guide più celebri della ristorazione italiana rivelano le loro scelte e portano in primo primo piano tredici locali sardi. Nessun ristorante isolano raggiunge comunque i primi posti delle classifiche nazionali: ottengono “una stella” i cinque indicati da Michelin e “due forchette” i nove scelti dal Gambero Rosso (in entrambi i casi il massimo riconoscimento è 3).

Sovrapponendo le graduatorie, soltanto due ristoranti sardi ottengono sia la stella sia le due forchette: Dal Corsaro di Stefano Deidda a Cagliari e Somu di Salvatore Camedda a Baja Sardinia, dove lo chef si è spostato da Oristano.


C’è un altro locale isolano che registra un eccellente risultato, ottenendo i “tre gamberi” e inserendosi nella classifica delle migliori trattorie d’Italia: Armidda di Abbasanta. Lo chef Roberto Serra conferma così la posizione conquistata lo scorso anno, con il locale aperto da soli quattro mesi.

Nella classifica della 67/a guida Michelin, Dal Corsaro (per il sesto anno) e Confusion dello chef Italo Bassi alla promenade di Porto Cervo (quarto anno di fila) mantengono la stella, mentre sono ben tre le new entry isolane: Somu, appunto, Gusto by Sadler di Claudio Sadler a San Teodoro e Fradis Minoris di Francesco Stara a Pula.

Nella 32/a edizione della guida del Gambero Rosso, invece, salgono da cinque a nove i ristoranti sardi che conquistano le due forchette. Già detto di Dal Corsaro e di Somu, gli altri locali prescelti sono Pomata a Cagliari, Da Nicolo a Carloforte, Hub di Macomer, Il Fuoco Sacro del Petra Segreta di San Pantaleo, I Sarti del Gusto di Cagliari e due novità: Musciora di Alghero e Is Femminas di Cagliari, che entra anche tra i 10 ristoranti con il miglior rapporto qualità prezzo.

Guardando oltre la Sardegna, la guida Michelin ha riservato parecchie sorprese nel numero dei riconoscimenti, che nel 50 per cento dei casi ha visto premiare chef con meno di 35 anni, e nella geografia, con nuovi poli gastronomici, dalla Campania a Venezia, da Genova a Porto San Giorgio, fino al tacco d'Italia a Lecce.

Undici i ristoranti italiani premiati con le tre stelle – tutti confermati –, 38 i due stelle, 329 i locali con una stella e 30 i ristoranti che hanno avuto il riconoscimento della sostenibilità «non solo per le emozioni del gusto e per il rispetto dei prodotti locali e del territorio, ma perché ci portano a pensare in modo diverso sullo spreco a tavola e nei consumi di acqua e energia».

Roberto Serra, lo chef della trattoria Armidda di Abbasanta insignita dei “tre gamberi”, commenta: «Un risultato che premia il centro Sardegna dove ho creato una realtà che punta sui prodotti del territorio, stagionali, di filiera, tracciabili, raccontati anche nei dettagli, nel rispetto delle materie prime locali e di qualità. Abbiamo scelto di tenere aperto tutto l'anno a costo di sacrifici perché crediamo che la Sardegna debba essere visitata in tutte le stagioni, ma i turisti devono trovare i ristoranti aperti».
 

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