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Mici, pastrami e cozonac ora a Sassari si può scoprire la cucina romena

di Luisa Satta
Mici, pastrami e cozonac ora a Sassari si può scoprire la cucina romena

Si parla di sapori di casa, e in effetti il lungo bancone all’ingresso e il menù suggeriscono piatti tipici non solo della tradizione, ma della tradizione delle case di una volta. “Gustul de acasa” è...

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Si parla di sapori di casa, e in effetti il lungo bancone all’ingresso e il menù suggeriscono piatti tipici non solo della tradizione, ma della tradizione delle case di una volta. “Gustul de acasa” è un microcosmo a sé, in mezzo alla città. In via Enrico Costa,

a Sassari, la ristobottega della signora Corina Lazer si offre di far scoprire il sapore, appunto, della cucina romena, mai approfondita da queste parti. Con la famiglia vive in Sardegna da una quindicina d’anni, l’attività ha aperto i battenti da poco meno di uno. Anche se «l’idea c’era da sempre». La formula è particolare, permette di avvicinarsi alla tradizione in più modi. Una vetrina dove campeggiano tutti i prodotti possibili, salati e dolci, importati, si possono acquistare per mettersi alla prova a casa.

Oppure ci sono i tavoli nella veranda e all’interno per gustare i piatti tipici in loco.

Per dire, è sempre una sfida proporre dei primi che con la pasta abbiano poco o nulla a che vedere. «Da noi si usano molto le “ciorbe”, che sarebbero delle zuppe che possono essere preparate in più modi, con legumi, verdure o carne, anche la trippa».

Ma nel ristorante entrano solo gli affezionati della cucina balcanica e gli stranieri?

No, al contrario «il novanta per cento dei clienti è gente italiana. Tanti curiosi che vogliono conoscere ricette nuove», spiega Corina. Bionda, occhi chiari, l’aria da affettuosa zia della porta accanto. Parla mentre i primi clienti prendono posto e quindi occorre darsi una sbrigata in cucina. È lei il motore di sala e fornelli.

Prepara un tagliere di salumi rumeni, poi controlla le padelle dove cuociono i “mici”. «Si tratta di salsicciotti di carne mista di vitello, maiale e pecora». A proposito di carne, «in questo periodo, in autunno, si mangia il “pastrami”, il nostro in particolare è quello di pecora», e mostra fette sottili di carne affumicata e speziata.

«Gran parte degli ingredienti cerco di portarli dalla Romania e poi però preparo tutto qui seguendo vecchie ricette – si confida Corina –. Usare prodotti industriali non sarebbe la stessa cosa, vorrei trasmettere un gusto genuino e vero». E le reazioni, non quelle raccontate dalla titolare ma direttamente quelle espresse dai clienti ai tavoli, sono molto positive. Tanti italiani, si diceva, mentre a Sassari la comunità romena non può dirsi particolarmente estesa. «Ci sono poche famiglie, per lo più singole donne che lavorano come badanti». Si chiude col dolce, il più conosciuto in Romania è il “cozonac”, un goloso panettone che contiene al suo interno noci ma anche crema e cioccolato. «Mi piacerebbe aprire un altro punto, a Olbia, dove vive mia figlia. Non so quando, ma sono sicura di volerlo fare».

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