I Progressisti all’attacco per prepararsi alle elezioni

CAGLIARI. Le prossime elezioni regionali non sono poi neanche così lontane: nel 2024 i sardi eleggeranno un nuovo governatore. Sarà l’anno della possibile rivincita per la coalizione di...

CAGLIARI. Le prossime elezioni regionali non sono poi neanche così lontane: nel 2024 i sardi eleggeranno un nuovo governatore. Sarà l’anno della possibile rivincita per la coalizione di centrosinistra sconfitta nel 2019, così come ha perso anche il Movimento Cinque stelle. Sarà comunque una corsa lunga, hanno detto i Progressisti, che, dopo aver avviato la fase costituente del partito, si sono confrontati in un dibattito online dal titolo eloquente: «Cosa succede in Regione». Succede – ha sottolineato il capogruppo Francesco Agus – che «l’attuale giunta Solinas, a trazione sardo-leghista, è impegnata in una campagna acquisti e clientelare senza precedenti, convinta così di gettare anche le basi per le prossime Regionali». È una strategia diabolica – ha proseguito – che «dobbiamo essere in grado di fermare subito, perché ormai ai seggi si presenta il 30-40 per cento degli elettori, e quindi l’esito delle prossime votazioni potrebbe dipendere proprio da quale direzione prenderà quel migliaio di voti e quei voti potrebbero essere indirizzati da chi oggi governa la Regione». Per bloccare un’evidente preoccupazione – hanno sottolineato i Progressisti – è indispensabile mettere in evidenza quanto finora ha fatto la maggioranza di centrodestra: «Finora ha utilizzato più dell’80 per cento delle sedute del Consiglio regionale per leggi con cui ha moltiplicato le poltrone, dalla sanità agli staff della Giunta, oppure dispensato contributi a pioggia da una parte all’altra, com’è accaduto con l’ultima Manovra di bilancio». Secondo Massimo Zedda, portavoce del gruppo, «abbiamo a che fare con un presidente della Regione che ormai diserta il Consiglio regionale e anche le riunioni di Giunta, per occuparsi di chissà cos’altro. Noi a questa assenza dobbiamo replicare con idee e progetti di governo e discuterli con la gente, con gli elettori». Ad esempio: l’insularità in Costituzione, la legge è in discussione alle Camere, «non potrà essere una bacchetta magica se poi non si ha l’autorevolezza – ha aggiunto Zedda – per trattare con il Governo e soprattutto con l’Europa e oggi chi rappresenta la Sardegna, a Roma e a Bruxelles, quest’autorevolezza non ce l’ha». (ua)

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