Ospedali e case della salute in Sardegna: progetti per 335 milioni

La direzione tecnica dell’Ats vara un piano di interventi per il triennio 2022-24

CAGLIARI. Dai cantieri più piccoli, come quelli necessari per mettere a norma l’impianto antincendi, perché gli attuali sono fuorilegge, ad altri molto più grandi: costruire le case della salute, saranno uno dei pilastri della medicina territoriale, fino alla ristrutturazione degli ospedali di Alghero, Olbia, Lanusei, Oristano e Cagliari. Sono in tutto 335 milioni da investire in tre anni: 83 milioni nel 2022, il resto fino al 2024, al netto di un milione già speso. Sono quasi 300 gli interventi per l’edilizia sanitaria. Con l’Ats ormai agli sgoccioli, a gennaio sarà sostituita dall’Ares e dalle otto Asl, la direzione tecnica dell’Azienda unica ha pubblicato il programma dei lavori pubblici.

Grandi progetti. Nelle tabelle allegate al Piano, firmato dalla direzione tecnica, a spiccare sono gli interventi per ristrutturazione, messa in sicurezza compresa, dell’ospedale Civile di Alghero, 7,5 milioni in tre anni, oppure quello per il restauro dell’ex ospedale psichiatrico Rizzeddu di Sassari: 5 milioni fino al 2022. Ancora: il quasi mezzo milione per adeguare gli impianti del San Giovanni Paolo II di Olbia, oppure i 400mila per il Nostra Signora della Mercede di Lanusei. Alla casella distretto sanitario di Nuoro i progetti sono diverse decine e vanno dal San Francesco fino alla ristrutturazione degli ambulatori nei Comuni della Barbagia. Nel Sud Sardegna la fetta più consistente è stata destinata agli ospedali Santissima Trinità e Marino di Cagliari, al centro di profonde ristrutturazione anche dopo l’emergenza Covid, e poi al distretto di Iglesias-Carbonia.

Medicina territoriale. Di recente l’assessorato alla sanità ha presentato ai sindaci e alle segreterie regionali dei sindacati il Piano per la nuova sanità decentrata, dove gli ospedali centrali dovrebbero essere l’ultimo approdo. E infatti l’edilizia sanitaria tiene conto anche di questa rivoluzione annunciata. Sono cinque le case della salute che saranno costruite, tra le altre quelle di Siniscola e Lanusei, ed è stata prevista una spesa di oltre 4 milioni. Invece sono due gli ospedali di comunità da potenziare: Ittiri (800mila) e Thiesi (1,4 milioni). Trasformazioni strutturali sono previsti ad Ales, diventerà un punto intermedio per l’erogazione di servizi, e lo stesso avverrà a Bosa, Ghilarza, Bosa e Muravera. Stando proprio al Piano per la medicina territoriale, quasi tutti i poliambulatori dovranno cambiare pelle, per garantire i servizi sanitari il più vicino possibile ai cittadini, e infatti il Piano triennale prevede, soprattutto nel 2022, prevede l’apertura di molti cantieri, con l’obiettivo di concludere i lavori entro l’anno prossimo.

Milioni in cassa. La delibera pubblicata dall’Ats non precisa le fonti di finanziamento per i quasi 300 progetti. Ma sembra di capire che i 335 milioni previsti siano già tutti nelle disponibilità dell’Azienda e che quindi potranno essere spesi, senza intoppi, nei tre anni previsti dal Piano. Anzi, una precisazione esiste: «Nella fase di transizione del sistema sanitario, è stato comunque necessario adottare gli atti di programmazione triennale, ma dando atto che dal 2022 in poi spetterà alle future Aziende intervenire in gran parte delle opere». Ma questa parte della storia è ancora tutta da scrivere e chissà come sarà scritta. (ua)

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