Il gin Soero conquista il pianeta
di Nicola Nieddu
Nato ad Alghero e sviluppato dai fratelli Olmeo è sbarcato a Londra e Hong Kong Le 13 botaniche utilizzate lo rendono unico e la produzione va a ruba
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È stata la magia dei tramonti su Capo Caccia ad ispirare il Soero Gin, il nuovo distillato, da poco sul mercato nazionale, ideato dal bartender algherese Dario Olmeo. Il nome Soero è un omaggio al sole (So) e alla città di Alghero (ero) dove Dario è nato e dove, da dieci anni, insieme al fratello Gavinuccio, è titolare del Maracaibo, famoso cocktail bar della movida catalana. «Con mio fratello avevamo in mente di produrre qualcosa di nostro, in particolare l'idea di un gin ci frullava in testa da parecchio tempo. Poi, con la pandemia si è presentata la situazione ideale per poterci dedicare a questo progetto a tempo pieno. Abbiamo fatto tantissime prove, alla fine è nato Soero. Le prime bottiglie sono state prodotte a inizio estate e, dallo scorso giugno, è su tutto il mercato nazionale». Soero è un gin fresco, fruttato, floreale con 13 botaniche utilizzate, tra le quali ginepro e mirto rigorosamente sardi, mentre le restanti arrivano da altre zone d'Italia, e sono coriandolo, lavanda, rosa, miele, arancia, viola, cardamomo, limone, gelsomino, pepe nero e angelica. Per la produzione in larga scala, Olmeo si appoggia ad una distilleria del Veneto, la Zamperoni. Partito a inizio estate con alcune migliaia di bottiglie, in pochi mesi la produzione ha avuto un'impennata per far fronte alle richieste. Il Soero Gin si sta ritagliando uno spazio importante nel mercato nazionale ed oggi alcuni lo propongono nei loro menù. Tra questi i famosi locali Nottingham Forest di Milano e Donna di Cuori a Cecina (Toscana) oppure hotel di lusso come l'hotel Ansitz Plantitscherhof in Trentino e l'hotel Palazzo Doglio di Cagliari tanto per citarne solo alcuni. L'obiettivo di Dario Olmeo è quello di far conoscere il suo Soero Gin, non solo in Italia, ma anche all'estero. In questi mesi sono arrivati già i primi riconoscimenti di qualità: Ampolla d'oro, il massimo riconoscimento della famosissima guida Spirito Autoctono, con la seguente motivazione: «un segno distintivo che premia la totale aderenza al territorio, l'equilibrio gustativo fatto di sapori e profumi autentici e l'attenzione all'etica profonda, all'ecosostenibilità della produzione»; medaglia d'argento al concorso Sunset International Spirits Awards che si è svolto in California il mese scorso. Sempre negli Stati Uniti, Soero ha conquistato la medaglia d'oro al Las Vegas Global Spirtis Awards. In questi giorni è fra i tre finalisti per Baraward, il prestigioso premio della rivista Bargiornale, nella categoria "Superalcolici - innovazione dell'anno", selezione da oltre cento esperti da tutta Italia. Nelle prossime settimane Soero sbarcherà anche a Hong Kong e Londra. Tutto è curato nei minimi particolari: la bottiglia ha una forma a goccia con delle striature che rappresentano le onde del mare, mentre l'etichetta è color sabbia e ricorda la spiaggia. La prima "o" della scritta Soero sull'etichetta è un sole, e il copricapsula ricorda il colore del cielo. Soero Gin è dunque un prodotto totalmente ispirato alla Sardegna e ad Alghero in particolare. E alla Riviera del Corallo è dedicato anche il video promozionale del Soero Gin che si apre con la lavorazione in laboratorio e nella distilleria, poi si chiude con un antico veliero che solca la rada di Alghero con, sullo sfondo, Capo Caccia e uno dei suoi tramonti da favola.
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