A caccia della verità tra testimonianze e video

La 23enne straniera dimessa dall’ospedale: sinora non ha presentato denuncia

SASSARI. Nel referto medico c’è scritto “ingresso violenza altrui”: la studentessa Erasmus di 23 anni che ha raccontato agli operatori del 118 e ai medici del pronto soccorso di avere subito ripetuti tentativi di violenza da parte di un giovane, ieri mattina ha lasciato l’ospedale dove era arrivata a bordo di una ambulanza. Gli operatori l’avevano soccorsa in via Rockefeller venerdì, intorno alle 7. Da subito - cercando di farsi capire - lei che si esprime solo in inglese, aveva detto di essere rimasta vittima di un tentativo di violenza. Al momento la ragazza non ha formalizzato una denuncia, ma è una cosa che la legge le consente di presentare anche più avanti se deciderà di procedere sulla linea seguita finora. Intanto, nell’ambito delle indagini che si sono sviluppate subito dopo l’allarme dato dalla ragazza straniera, la polizia ha denunciato in stato di libertà un giovane di un paese dell’hinterland per minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Nei suoi confronti non è stato emesso alcun provvedimento relativo alla presunta violenza sessuale. Dopo essere stato accompagnato negli uffici della questura per una serie di accertamenti, il giovane è tornato in libertà. L’inchiesta è seguita dal sostituto procuratore Angelo Beccu.

Al momento, dalle indagini sarebbero emersi particolari che inducono gli investigatori a valutare con grande attenzione i diversi aspetti della vicenda che - evidentemente - necessitano di chiarimenti. È trapelato che la ragazza era in condizioni psicofisiche particolari a causa dell’assunzione di sostanze alcoliche. La stessa situazione nella quale si sarebbe trovato anche il giovane che quando sono arrivati gli agenti si trovava all’interno di un’auto. C’è poi la parte relativa alla presunta violenza che la ragazza ha continuato a raccontare, seppure con tutte le difficoltà dovute a una “barriera linguistica” che deve avere reso più complicate le comunicazioni.

Dalle prime attività di indagine - caratterizzate anche dall’esame delle immagini di una telecamera della zona - sembrerebbe che la studentessa e il giovane siano stati “ripresi” mentre cadevano a terra, quasi abbracciati. Un particolare che di per sè escluderebbe - almeno in quel momento - l’eventuale violenza. Anche se non porta ad escludere che qualcosa possa essere accaduta prima, magari in auto.

Sono particolari, però, che dovranno essere approfonditi e che potrebbero portare nelle prossime ore anche il magistrato a sentire la ragazza, magari con la collaborazione di una interprete.

Al momento - sulla base di quanto raccolto e in assenza di una denuncia formale da parte della studentessa - non si procede per violenza sessuale. Non è escluso che nei prossimi giorni la ragazza, dopo essersi consultata con i familiari, e con la tutela di un legale decida quale strategia seguire.

Nelle verifiche potrebbero entrare anche i referti medici e le dichiarazioni che la studentessa avrebbe rilasciato prima agli operatori del 118 e poi ai medici del pronto soccorso che le hanno prestato le prime cure. La 23enne ha riferito dei forti dolori ai polsi, alle ginocchia e al collo. Traumi compatibili con un tentativo di violenza che - come dice lei - avrebbe subito o con una caduta (quella che viene ripresa dalle telecamere)? In ogni caso, la polizia Scientifica ha repertato e documentato con attenzione le lesioni su corpo della studentessa e anche quello è un lavoro che potrà tornare utile a seconda di come si svilupperanno le indagini.

Quando è arrivata in ospedale la ragazza - a prescindere dall’evidente assunzione di sostanze alcoliche - era in stato di shock e ha confermato ai medici del pronto soccorso quello che aveva detto poco prima agli operatori del 118: e cioè di avere subito un ripetuto tentativo di violenza. Ora è evidente che molto dipende da quello che deciderà di fare lei.

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