Contro l’anoressia impariamo ad amarci di più
di Stefania Remedia
L'anoressia è un disturbo alimentare conosciuto. Se ne parla molto, ma spesso con leggerezza. Quante volte abbiamo sentito definire “anoressica” una persona molto magra? Eppure l'anoressia non è un...
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L'anoressia è un disturbo alimentare conosciuto. Se ne parla molto, ma spesso con leggerezza. Quante volte abbiamo sentito definire “anoressica” una persona molto magra? Eppure l'anoressia non è un problema su cui fare una battuta. Di anoressia purtroppo si muore, lasciando vuoti incolmabili nella vita delle persone care, che si scoprono impotenti di fronte a un dramma interiore estremamente profondo e incomprensibile. Benché riguardi ogni fascia della popolazione, sono gli adolescenti ad esserne i più colpiti. L'età media di insorgenza della malattia è 15 – 16 anni, un'età in cui si smette di essere bambini ma non si è ancora adulti, l'età in cui si vivono i maggiori cambiamenti. Le trasformazioni anatomiche e fisiche del proprio corpo a questa età sono rapide, e travolgono come uno tsunami l'immagine che il bambino o la bambina ha di sé, dovendosi confrontare all'improvviso con una società spesso stereotipata in cui la fisicità, l'apparire, giocano un ruolo fondamentale. Si inizia a guardarsi dal di fuori sempre più precocemente, figli di una cultura sempre più digitale, ricca di ambienti virtuali dove costruire se stessi non come si è veramente ma come si vorrebbe apparire davanti agli altri per cercarne il consenso. Il bambino o la bambina sentono troppo presto la necessità di diventare grandi senza una adeguata preparazione e una sufficiente consapevolezza di sé. L'anoressia si insinua pericolosamente nelle menti ancora immature, diventando disagio in maniera silenziosa, all’inizio senza farsi notare. Questo disagio, prima ritenuto tipicamente femminile, ora è più frequente anche tra gli adolescenti di sesso maschile, facendone uno dei più importanti indicatori del disagio psicologico giovanile.
Guardarsi e non accettarsi, tutto comincia così. Si inizia una dieta a causa di un talvolta fantomatico sovrappeso, dieta che non viene interrotta al raggiungimento del “peso forma” ma continua lentamente e inesorabilmente, spesso all'insaputa dei genitori. Si passa al rimettere quanto ingerito e al procurarsi pastiglie dimagranti e simili, mentre il pensiero della propria magrezza diviene fisso e incontrollabile. La carenza di nutrienti porta a problemi cardiaci, digestivi, circolatori, di fertilità, richiedendo inevitabilmente un supporto medico e psicologico importante. Dall'anoressia si può guarire, ma la si può prevenire? Io sostengo che sia possibile, formando adeguatamente le famiglie rendendole in grado di cogliere quanto prima i segni rivelatori della malattia, così da intervenire facendo capire a chi ne soffre che non è solo.
Stefania frequenta l’Itcg Deffenu di Olbia
Guardarsi e non accettarsi, tutto comincia così. Si inizia una dieta a causa di un talvolta fantomatico sovrappeso, dieta che non viene interrotta al raggiungimento del “peso forma” ma continua lentamente e inesorabilmente, spesso all'insaputa dei genitori. Si passa al rimettere quanto ingerito e al procurarsi pastiglie dimagranti e simili, mentre il pensiero della propria magrezza diviene fisso e incontrollabile. La carenza di nutrienti porta a problemi cardiaci, digestivi, circolatori, di fertilità, richiedendo inevitabilmente un supporto medico e psicologico importante. Dall'anoressia si può guarire, ma la si può prevenire? Io sostengo che sia possibile, formando adeguatamente le famiglie rendendole in grado di cogliere quanto prima i segni rivelatori della malattia, così da intervenire facendo capire a chi ne soffre che non è solo.
Stefania frequenta l’Itcg Deffenu di Olbia
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