Violenza sulle donne: la Camera deserta è simbolo dell’indifferenza
di Manuela Calderaro
Qualche settimana fa la Camera dei deputati ha discusso la mozione sulla violenza sulle donne, presentata da Elena Bonetti, ministra delle pari opportunità e della famiglia (foto). Alla Camera ci...
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Qualche settimana fa la Camera dei deputati ha discusso la mozione sulla violenza sulle donne, presentata da Elena Bonetti, ministra delle pari opportunità e della famiglia (foto). Alla Camera ci sono 630 deputati eletti da noi cittadini e che ci dovrebbero rappresentare, ma solo 8 erano presenti in aula ad ascoltare il discorso della ministra che trattava una tematica molto importante ovvero la violenza sulle donne.
In aula c’è stato il silenzio da parte dei 622 deputati che non si sono presentati, bisognerebbe chiedergli dove si trovavano in quel momento, perché è abbastanza difficile credere che fossero tutti davvero impegnati, ammalati o cos’altro.
Da inizio anno ci sono stati 109 omicidi in Italia in cui le vittime erano donne, 93 sono avvenuti in ambito familiare e 63 sono le donne uccise da compagni o ex partner violenti. I dati sono peggiorati dopo il lockdown, poiché essendo bloccate in casa è stato molto più difficile per loro denunciare gli abusi. La discussione alla Camera doveva essere un momento utile per cercare di trovare una soluzione a questo male che persiste da anni, ma i deputati hanno preferito fare altro. Una indifferenza che conferma come l'Italia sia ancora lontana dal cercare di tutelare le donne e aiutare tutte le persone che subiscono violenze di vario genere, da quella fisica a quella psicologica. Come abbiamo potuto vedere è una realtà molto lontana dai politici ma molto vicina ad altre persone che non hanno abbastanza mezzi per tutelarsi poiché non glieli danno. Di questa problematica non bisogna parlare con superficialità e non solo il 25 Novembre, che è un giorno simbolo, ma bisogna trattare di questo argomento in modo adeguato, perché non basta indossare qualcosa o dipingere un segno rosso sulla guancia per combattere questa condizione: è necessario fare una campagna di sensibilizzazione idonea.
Si parla di pari opportunità… di diritti di qua e diritti di là ma alla fine i fatti, le cose concrete e fatte bene dove sono?
*Manuela frequenta il Liceo sportivo Canopoleno a Sassari
In aula c’è stato il silenzio da parte dei 622 deputati che non si sono presentati, bisognerebbe chiedergli dove si trovavano in quel momento, perché è abbastanza difficile credere che fossero tutti davvero impegnati, ammalati o cos’altro.
Da inizio anno ci sono stati 109 omicidi in Italia in cui le vittime erano donne, 93 sono avvenuti in ambito familiare e 63 sono le donne uccise da compagni o ex partner violenti. I dati sono peggiorati dopo il lockdown, poiché essendo bloccate in casa è stato molto più difficile per loro denunciare gli abusi. La discussione alla Camera doveva essere un momento utile per cercare di trovare una soluzione a questo male che persiste da anni, ma i deputati hanno preferito fare altro. Una indifferenza che conferma come l'Italia sia ancora lontana dal cercare di tutelare le donne e aiutare tutte le persone che subiscono violenze di vario genere, da quella fisica a quella psicologica. Come abbiamo potuto vedere è una realtà molto lontana dai politici ma molto vicina ad altre persone che non hanno abbastanza mezzi per tutelarsi poiché non glieli danno. Di questa problematica non bisogna parlare con superficialità e non solo il 25 Novembre, che è un giorno simbolo, ma bisogna trattare di questo argomento in modo adeguato, perché non basta indossare qualcosa o dipingere un segno rosso sulla guancia per combattere questa condizione: è necessario fare una campagna di sensibilizzazione idonea.
Si parla di pari opportunità… di diritti di qua e diritti di là ma alla fine i fatti, le cose concrete e fatte bene dove sono?
*Manuela frequenta il Liceo sportivo Canopoleno a Sassari
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