La Nuova Sardegna

Corsa ai soldi europei La Regione insiste: «Meno burocrazia»

Corsa ai soldi europei La Regione insiste: «Meno burocrazia»

L’assessore Fasolino: dal Pnrr all’Fsc procedure più snelle Il governatore Solinas: ribaltiamo subito le disuguaglianze

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Tutti i fondi europei, Pnrr compreso, devono correre sullo stesso binario, e le procedure dovranno essere sempre snelle e flessibili. La Sardegna ha suggerito questa strategia nel confronto fra le Regioni e la ministra per il Sud Mara Carfagna. L’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, è stato preciso nel sostenere, durante la diretta streaming, «deve esserci data la possibilità di cambiare in corsa il Fondo con cui realizzare questo o quel progetto, ma senza modificare il progetto stesso e senza neanche rifinire all’improvviso in qualche altro imbuto burocratico proprio a causa della nuova fonte di finanziamento». In estrema sintesi: se un progetto sarà escluso dall’atteso Piano nazionale di ripresa e resilienza, potrà essere portato avanti con altri contributi europei, a cominciare dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, Fsc, senza però dover ricominciare tutto da capo.

L’attesa. «Uniamo l’Italia» è stato il titolo guida del confronto sulla programmazione europea 2021-2027, che per quanto riguarda il Fondo per lo sviluppo dovrebbe garantire alla Sardegna un gettito di 4-5 miliardi. Tutte le Regioni hanno presentato la stessa richiesta: «Se vogliamo che i finanziamenti incidano davvero sull’economia dei territori è indispensabili che i legacci burocratici siano il meno stretti possibili». Così è stato deciso dal Governo per il Pnrr e lo stesso dovrà essere anche per gli altri canali di finanziamento. Perché, come sottolineato in particolare dalle Regioni del Sud, Sardegna in testa, «l’unico vero e obiettivo degli interventi dovrà essere quello di ridurre al massimo il divario socio-economico fra i territori». Concetto che tra l’altro è stato ripreso anche dal governatore Christian Solinas. «Oggi più che mai è necessario un riequilibrio nello sviluppo – si legge in un comunicato – per allontanare quegli scenari negativi che continuano a penalizzare troppe Regioni. A cominciare dallo spopolamento e dallo stato d’insularità che gravano sulla Sardegna». Di conseguenza, tutti i Fondi europei dovranno poter essere spesi con la massima velocità possibile.

La sfida. È stato l’assessore Fasolino, sempre durante la diretta on line, a ribadire che «la Sardegna è pronta ad accettare la sfida e spendere tutto i soldi che arriveranno», ma «dovrà essere messa nelle condizioni di poterlo fare». Perché – ha aggiunto– «strade, ferrovie, ospedali o finanziamenti alle imprese per sostenerle nel processo verso le transizioni energetica e digitale sono per noi temi fondamentali, ma per far sì che diventino vincenti è necessario che i progetti non finiscano per incagliarsi in percorsi troppo complicati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative