l’allarme della cisl
«Pioggia di risorse sull’isola: bisognerà saper spendere»
SASSARI. In Sardegna arriveranno tantissime risorse, ma bisognerà avere la capacità di spenderle e di farlo bene. La Cisl sarda lancia un ammonimento alla classe politica, mettendo dentro un po’ di...
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SASSARI. In Sardegna arriveranno tantissime risorse, ma bisognerà avere la capacità di spenderle e di farlo bene. La Cisl sarda lancia un ammonimento alla classe politica, mettendo dentro un po’ di cifre: «L’ingente disponibilità di risorse finanziarie rappresenta un valore aggiunto solo se la loro programmazione fa riferimento a un modello di sviluppo in grado di creare ricchezza economica e sociale, e a una organizzazione istituzionale efficiente ed efficace come soggetto regolatore e di spesa - spiega il segretario regionale, Gavino Carta -. Un aspetto tanto più importante se si pensa che il 2022-27 vedrà la Regione Sardegna con una disponibilità finanziaria senza precedenti. Al netto del Pnrr, del Feasr e Fsc 2021-2027 la Regione dovrà infatti spendere 1,3 miliardi del Por Fesr-Fse-Feasr 2014-2020; 1,56 miliardi di Fsc 2014-2020 oltre che programmare e spendere 2,9 miliardi del Por 2021-2027. A ciò si aggiunga che le Regioni dovranno gestire 66 miliardi di euro del Pnrr,di cui il 40% dovrebbe essere indirizzato al sud, con la Regione Sardegna che, rispondendo agli avvisi con progetti validi, potrebbe aspirare a ulteriori 4 miliardi di euro. A queste si dovrebbero peraltro aggiungere le risorse del Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027 che, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi, ammonterebbero tra i 4 ed i 5 miliardi». In passato la capacità di spendita non sempre è stata all’altezza: «la Banca dati sugli investimenti regionali attesta un numero di opere incompiute per regione nel 2020 di 40 nel Sud, contro le 16 al Centro e le 8 al Nord, con la Sicilia che ne presenta 133 e la Sardegna 53».
«Si è dunque di fronte - conclude Carta - a una realtà che necessita di provvedimenti legislativi, di misure e strumenti, di impegni finanziari che vanno programmati e attuati anche con un forte e diffuso coinvolgimento delle rappresentanze economiche e sociali. È questo l’appello che il sindacato lancia alla Giunta regionale che però sembra intenzionata a procedere in solitudine».
«Si è dunque di fronte - conclude Carta - a una realtà che necessita di provvedimenti legislativi, di misure e strumenti, di impegni finanziari che vanno programmati e attuati anche con un forte e diffuso coinvolgimento delle rappresentanze economiche e sociali. È questo l’appello che il sindacato lancia alla Giunta regionale che però sembra intenzionata a procedere in solitudine».
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