Aiuto alle zone interne senza servizi
Carenze nella sanità, ma non solo: proposta di legge dei Progressisti
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CAGLIARI. Dove la sanità non è una certezza, l’effetto è dirompente: lo spopolamento. Se non ci sono i servizi essenziali, la gente fugge per non sentirsi emarginata. A essere in testa a questa lista dei territori in via di desertificazione ci sono i Comuni montani e soprattutto quelli della Sardegna centrale. «È un’emorragia che va fermata subito», ha detto Diego Loi, sindaco di Santu Lussurgiu, e consigliere regionale dei Progressisti. E infatti ha firmato e presentato una proposta di legge che, con 40 milioni, dà forza e sostanza per il rilancio sociale ed economico delle comunità montane. Anche la giunta Solinas ha pensato qualcosa di simile, almeno così è stato annunciato nella prossima Finanziaria, ma è stato proprio Loi a tracciare le differenze: «Noi puntiamo a interventi strutturali anche sul medio periodo, mentre il centrodestra continua a insistere su bonus e incentivi. Ma se mancano i servizi basilari, dalla sanità a internet, dai trasporti alle scuole, è quasi impossibile che i residenti non vadano via e che qualcuno si trasferisca in questi Comuni».
Il fondo. Nei 24 articoli è tracciata la strategia per «valorizzare le differenze e ridurre gran parte delle diseguaglianze che finora hanno bloccato lo sviluppo, oppure, peggio ancora, accelerato lo spopolamento dei Comuni montani». È stato il sindaco di Oliena e presidente della Comunità montana Gennargentu, Supramonte e Barbagia, Sebastiano Congiu, a ribadire il concetto: «Dev’essere la Regione a dare le motivazioni giuste per evitare che i pochi rimasti vadano via, a partire dai giovani, e che i nostri territori diventino un’attrazione sociale ed economica per nuovi residenti».
Alla stesura della proposta ha contribuito l’Unione nazionale di Comuni montani. «I borghi – ha detto il presidente Uncem Marco Bussone – devono essere messi nelle condizioni di essere vivibili e vissuti tutto l’anno». Massimo Zedda ha rilanciato: «Senza interventi strutturali, tutto questo non sarà possibile e neanche gli spot della Giunta finiranno per essere efficaci».
Proposta aperta. Il capogruppo Francesco Agus ha aggiunto: «I 24 articoli fanno parte di un testo aperto al contributo delle forze politiche. Se vogliamo, come vogliamo, che la legge sia approvata in questa legislatura, è indispensabile che il Consiglio s’impegni nella lotta allo spopolamento».
Il fondo. Nei 24 articoli è tracciata la strategia per «valorizzare le differenze e ridurre gran parte delle diseguaglianze che finora hanno bloccato lo sviluppo, oppure, peggio ancora, accelerato lo spopolamento dei Comuni montani». È stato il sindaco di Oliena e presidente della Comunità montana Gennargentu, Supramonte e Barbagia, Sebastiano Congiu, a ribadire il concetto: «Dev’essere la Regione a dare le motivazioni giuste per evitare che i pochi rimasti vadano via, a partire dai giovani, e che i nostri territori diventino un’attrazione sociale ed economica per nuovi residenti».
Alla stesura della proposta ha contribuito l’Unione nazionale di Comuni montani. «I borghi – ha detto il presidente Uncem Marco Bussone – devono essere messi nelle condizioni di essere vivibili e vissuti tutto l’anno». Massimo Zedda ha rilanciato: «Senza interventi strutturali, tutto questo non sarà possibile e neanche gli spot della Giunta finiranno per essere efficaci».
Proposta aperta. Il capogruppo Francesco Agus ha aggiunto: «I 24 articoli fanno parte di un testo aperto al contributo delle forze politiche. Se vogliamo, come vogliamo, che la legge sia approvata in questa legislatura, è indispensabile che il Consiglio s’impegni nella lotta allo spopolamento».
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