Sarais confessa: «L’ho uccisa io» Poi non risponde al magistrato

Mihaela Kleics è stata colpita con una trentina di coltellate: l’autopsia stabilirà il momento della morte L’assassino ha ammesso le proprie responsabilità ma ha detto di non essere pronto a parlare

QUARTU. «Si, l’ho uccisa io. Ma non voglio parlare, sto male e ho bisogno di qualche giorno per riprendermi e riacquistare lucidità». A testa bassa davanti al magistrato che doveva porgli le domande di rito, Sandro Sarais, 56 anni di Nuraminis, presunto assassino della compagna Mihaela Kleics (50 anni, romena), si è avvalso, per il momento, della facoltà di non rispondere. Lo ha fatto ieri mattina, assistito dal suo legale Shannon Cipollina, in una stanza al terzo piano dell’ospedale Businco, dove è ricoverato (e piantonato) per le ferite che lui stesso si è procurato ai polsi e alla gola quando i carabinieri lo hanno scovato dentro l’auto con cui era scappato dopo il delitto, ferma lungo la strada fra Maracalagonis e Castiadas, in territorio di Solanas.

L’indagato – come ha spiegato l’avvocata Cipollina – intende mantenere un atteggiamento collaborativo con il pubblico ministero Nicoletta Mari, si è detto disponibile a parlare e raccontare come sono andate le cose. Ha però bisogno di star bene fisicamente e recuperare la necessaria lucidità mentale. Domani mattina ci sarà l’udienza di convalida davanti al Gip Michele Contini e Sarais potrebbe star meglio ed essere in grado di parlare e rispondere alle domande del giudice.

Preso atto che l’indagato per omicidio volontario non voleva al momento aggiungere altro, il pubblico ministero Nicoletta Mari, accompagnata dal suo assistente e da un sottufficiale di polizia giudiziaria, ha chiuso la cartella contenente le carte del procedimento a carico e se ne è tornata nel suo ufficio in Procura. Ieri sera ha affidato formalmente al medico legale Roberto Demontis l’incarico di effettuare l’autopsia sul corpo della vittima, prevista nella giornata di domani.

Ci sarà da verificare il giorno dell’omicidio e possibilmente anche un arco di ore in cui è avvenuto, nonché il numero esatto delle coltellate che l’omicida ha inferto alla donna, circa trenta. Il medico legale avrà tempo 90 giorni per depositare i risultati della necroscopia. Rimane da chiarire anche cosa abbia fatto Sarais nei giorni intercorsi tra il femminicidio e l’arresto.

Sul fronte investigativo, il nuovo caso di femminicidio potrebbe considerarsi chiuso. Ci sono ancora alcuni contorni da definire in maniera più esaustiva, ma appare ormai certo - lo ha ammesso lui stesso - che ad uccidere Mihaela Kleics è stato il compagno Sandro Sarais in un raptus di violenza omicida, come starebbe a confermare l’accanimento con cui l’uomo ha inflitto così tante coltellate alla donna che lo aveva accolto in casa e che viveva con lui da qualche mese un rapporto difficile e turbolento, segnato da continui litigi e, da parte dell'uomo, minacce di morte. Cosa che è poi avvenuta nei giorni scorsi – si ipotizza venerdì o sabato -, come temuto da tempo dai coinquilini del condominio di via della Musica 150, zona residenziale di Quartu. Tante volte avevano sentito le urla provenire dall’appartamento del terzo piano occupata dalla “strana” coppia: lei bellissima e ben vestita, lui dall’aspetto burbero e poco incline anche al saluto di cortesia. Avevano allacciato un rapporto sentimentale da sei-sette mesi, prima Mihaela abitava sola nell’appartamento preso in affitto circa un anno fa, forse assieme a un’amica che è poi sparita. La vita di coppia non è stata facile fra i due. «Ti ammazzo, te la faccio pagare», urlava l’uomo durante i continui litigi che tutti nel condominio sentivano. Più volte sono intervenuti i carabinieri, ad agosto lei aveva denunciato il compagno ma poi aveva rimesso la querela. Le liti furibonde sono proseguite, le ripetute minacce hanno trovato un epilogo i giorni scorsi. Sarais ha ucciso la compagna con numerosissime coltellate e l’ha lasciata senza vita riversa nel letto matrimoniale. Poi è andato via, sino a quando la morte della compagna non è stata scoperta e i carabinieri della Compagnia di Quartu non si sono messi sulle sue tracce, per rintracciarlo e arrestarlo dopo qualche ora.

Su questo nuovo femminicidio si è espressa duramente la presidente dell’associazione D.i.Re, Antonella Veltri: «Le leggi di tutela delle donne vittime di violenza ci sono – ha detto Veltri -, ma non vengono applicate da magistratura e fatte rispettare dalle forze di polizia».

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