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Terna col “mercato delle capacità” e le nuove centrali mette in sicurezza il sistema

CAGLIARI. Si chiama mercato delle capacità, ed è il sistema attraverso il quale, oggi, ma sempre più nel futuro, Terna, gestore della Rete nazionale e garante del suo funzionamento, disporrà per mantenere in sicurezza l’intero sistema elettrico.

A questo mercato partecipano i soggetti industriali nazionali o esteri, che mettono a disposizione, con un sistema di premi e penalità, la loro capacità produttiva futura. Terna si approvvigiona così di capacità attraverso contratti di lungo termine aggiudicati con aste competitive alle quali possono partecipare gli operatori titolari di unità di produzione. Questi hanno l’obbligo di offrire la capacità proposta sui mercati dell’energia e dei servizi, hanno il diritto di ricevere da Terna un premio fisso annuo, ma hanno anche l’obbligo di restituire a Terna la differenza di prezzo tra il momento della asta e la domanda dell’energia da parte del sistema.

Il motivo per cui Terna ha bisogno di un “polmone” di produzione disponibile in qualunque momento è naturalmente legato alla aleatorietà delle produzioni da rinnovabili, che tanto più in assenza di un sistema di accumulo diffuso, certo e organico, sono soggette ai picchi di produzione o ai cali di produzione inaspettati. Per mettere in sicurezza la rete, il governo ha varato il mercato delle capacità, affidandone la gestione a Terna.

Le aste di Terna si dividono tra impianti nuovi e vecchi, ma partono sempre dal biennio successivo a quello della gara. A febbraio ad esempio si terrà l’asta per la domanda richiesta e l’offerta prodotta nel 2024, con una importante differenza: gli impianti nuovi ricevono 15 anni di remunerazione, gli esistenti 1 solo.

Fare nuovi impianti a gas, visto che il governo e Terna ritengono non comprimibile la capacità flessibile di impianti fossili (che saranno tutti a gas), diventa così un affare e dà la certezza di ricevere il costo dell’investimento anche attualizzato. La prima asta che si è svolta nel 2021, e che interessa il 2023, ha visto assegnare in Sardegna 5 milioni di euro per una potenza messa a disposizione nel 2023 di 155 megawatt.(gcen.)

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