«Il piano di Alippi è contraddittorio e autolesionistico»

Il sindacato commenta l’intervista all’amministratore di Ep «Pensano solo a piantare pannelli fotovoltaici e batterie»

SASSARI. Sindacati perplessi dopo avere letto le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ep Produzione Luca Alippi contenute nell’intervista rilasciata alla Nuova Sardegna.

«L’Ad illustra un piano di investimenti dal quale è scomparso quello sulle biomasse che invece aveva menzionato nell’incontro con le organizzazioni sindacali – sottolineano Massimiliano Muretti e Gianfranco Murtinu, rispettivamente segretario del settore Industria della Cgil di Sassari e segretario generale della Filctem – del 3 dicembre scorso in Confindustria: un piano fortemente contraddittorio e autolesionistico che, da una parte dice di voler realizzare un impianto a metano, di cui non viene citata la potenza e relativamente al quale non intende partecipare all’asta dei capacità, non chiarendo quindi chi e in che modo lo dovrebbe remunerare. E dall’altra, annuncia la realizzazione di un parco batterie da 100 Mw (qui la potenza, invece, viene dichiarata) con il quale si pensa di partecipare alle aste di capacità, andando di fatto a intaccare le quote di potenza disponibili per il metano». Secondo la Cgil, quindi, Ep dichiara di voler fare molte cose, «ma in sostanza si organizza per piantare un po’ di pannelli fotovoltaici e un po’ di batterie, erodendo potenza e territorio e scommettendo sull’esercizio dell’impianto a carbone sino almeno al 2028».

La Cgil va anche oltre e arriva a ipotizzare che per come stanno le cose, «sembra che Ep si stia precostituendo un alibi per non costruire e convertire gli impianti, agevolata in questo dalle non scelte della Regione e dalla solita sottomissione dei governi nazionali alle volontà delle aziende. Anche adesso, nel favorevole contesto offerto dal Pnrr e dal Just Transition Fund, sono le aziende, non i politici e la politica, che tracciano e gestiscono la strategia industriale del paese, facendolo a loro esclusivo interesse». E sulle “aste di capacità”, Muretti e Murtinu affermano che non partecipare con l’impianto a metano (per il quale Ep dice di voler presentare formale istanza di Valutazione di impatto ambientale), «significa incidere negativamente sulla possibilità che Snam giudichi utile realizzare le infrastrutture del metano a Porto Torres. Partecipare al Capacity Market con 100 Mw di batterie, significa ridurre il totale della capacità messa all’asta (200 Mw) e con questo diminuire quella disponibile per il metano e nella migliore delle ipotesi precostituire le condizioni per realizzare solo qualche turbogas, che come noto ha un maggior impatto sulla emissione di CO2 e al contempo riduce sensibilmen te il numero degli occupati».

Per la Cgil di Sassari, dunque, «le dichiarazioni di Alippi non convincono e anzi allarmano: il territorio ha bisogno di reali volontà di investimento industriale, nella direzione della sempre maggiore sostenibilità ambientale. È vero che esistono le difficoltà del sistema regolatorio e quindi programmare investimenti in un quadro incerto e ancora tutto da definire non è semplice. E il Dpcm energia non aiuta, ma di tutto c’è bisogno tranne che di opportunistiche posizioni di rendita connesse e derivanti da incapacità politiche e programmatiche. Il Nord Sardegna ha già dato, e anche tanto».

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