Da Bublé a Mariah Carey, dal 2009 è la colonna sonora delle nostre giornate di festa, quando tutta la famiglia si riunisce
Ascolto il cd di zio Giulio e a casa mia è subito Natale
di Andrea Ruzzeddu
È uno di quei regali che ormai, come tutti gli altri, dovrebbe essere già dimenticato o conservato (perché dimenticato stona) sul fondo di qualche cassetto. Eppure continua a restare in macchina o...
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È uno di quei regali che ormai, come tutti gli altri, dovrebbe essere già dimenticato o conservato (perché dimenticato stona) sul fondo di qualche cassetto. Eppure continua a restare in macchina o nel raccoglitore. Quel cd, quel noiosissimo cd regalatomi da Giulio per Natale. Giulio, per coloro che non lo conoscono, è mio zio, anche se lui detesta essere chiamato con quell’appellativo perché a quanto pare è sinonimo di vecchio. Ma sperando nel fortuito caso in cui gli capiti di leggere questo articolo, il sottoscritto lo continuerà a chiamare zio (e non perché gli risulterebbe fastidioso) per tutto il resto dell’articolo. Correva l’anno 2009 se non ricordo male e, essendo ancora convinto dell’esistenza di Babbo Natale, quest’uomo donò a me e mio fratello un cd con delle canzoni natalizie. Quei classici brani di Mariah Carey e Michael Bublé che si sentono ancora nei negozi e alla radio ma che noi ancora non conoscevamo, o perlomeno non sapevamo di chi fossero. E questo cd viene ancora riprodotto in questo periodo perché si presta per l’occasione. Ma perché per me è importante, o almeno, significa qualcosa? Perché quelle canzoni fanno vivere in famiglia quei 5 minuti di spensieratezza nella frenesia del periodo: noi dobbiamo svolgere le ultime verifiche scolastiche prima di un più che meritato riposo, e i nostri genitori, come tutti i lavoratori, hanno scadenze da rispettare se vogliono prendersi qualche giorno di ferie. Significa che il Natale è alle porte e che sta arrivando un’occasione per stare in famiglia. Parte di essa si riunisce in casa nostra e ha l’onore di passare le festività con la famiglia Ruzzeddu. Ad esempio, zio torna a casa, e per quanto lui odi ammetterlo, lo fa perché c’è ancora quella massima che lo spinge a passare queste festività in Sardegna perché i nonni sono vecchi e si dice che oggi ci sono e domani potrebbero non esserci. Ma nonostante ciò, anche zio invecchia e di conseguenza ogni anno le sue lamentele circa le abitudini di nonna si fanno sempre più pesanti, e noi dobbiamo sorbircele creando anche un’atmosfera di approvazione delle sue argomentazioni. E sentendo quelle proteste, contornate da noccioline e panettone, giorni e giorni vengono spesi in questo modo. Tutto nasce da quel cd, che per quanto sembra un regalo di circostanza, forse non lo è. Probabilmente tutto ciò può risultare noioso, eppure questo è uno scorcio di ciò che passa in casa Ruzzeddu ogni 25 dicembre dell’anno. Io non lo vedo come un peso, come un qualcosa da chiudere il più in fretta possibile, anzi sono dei giorni trascorsi in modo diverso che costituiscono il mio Natale, cioé una fonte di gioia e di risate in compagnia.
Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno di Sassari
Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno di Sassari
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