Regole più semplici per gli enti locali
Approvata la revisione delle norme di attuazione del Pai L’assessore Salaris: «Velocizzare e garantire la sicurezza»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Procedure più semplici e snelle per le amministrazioni comunali che si devono confrontare con il Piano di assetto idrogeologico. Il Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino della Sardegna ha approvato la revisione e l'aggiornamento delle norme di attuazione del piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI). «Vogliamo così velocizzare l'approvazione degli strumenti urbanistici dei Comuni e garantire la sicurezza delle aree a rischio», ha detto l’assessore ai lavori Pubblici, Aldo Salaris.
Quali sono le novità? Per quanto riguarda gli interventi minori come la manutenzione degli alvei o per interventi di carattere preventivo, è stata estesa la possibilità di utilizzare la relazione asseverata, firmata sempre dai professionisti, anziché lo studio di compatibilità. Non sarà più necessario seguire un iter autorizzativo lungo e farraginoso. Sono stati rivisti i limiti per la realizzazione dei progetti per consentire ai Comuni o agli Enti competenti di procedere senza dover necessariamente realizzare un preventivo progetto e sottoporlo all'approvazione. È stato poi meglio precisato il riparto di competenze tra Regione e Comuni. In sostanza laddove lo studio è prevalentemente in campo al territorio di un Comune, a vederlo sarà quel Comune o l'Unione dei Comuni e non la Regione, velocizzando così i tempi di approvazione. Di fondamentale importanza sulla sicurezza è la misura di salvaguardia che scatta automaticamente quando si verificano situazioni eccezionali: scattano norme che «congelano» la situazione esistente al momento dell'evento improvviso, con l'obiettivo di garantire la sicurezza allontanando la possibilità di autorizzare interventi che possono aggravare la situazione di rischio. Un'altra importante semplificazione normativa riguarda i pareri sulle procedure autorizzative (Via e Vas, per esempio). Con la delibera è stato precisato che il soggetto competente ad approvare lo studio deve essere anche il soggetto competente a rilasciare i pareri relativi ai procedimenti autorizzativi ambientali.
Quali sono le novità? Per quanto riguarda gli interventi minori come la manutenzione degli alvei o per interventi di carattere preventivo, è stata estesa la possibilità di utilizzare la relazione asseverata, firmata sempre dai professionisti, anziché lo studio di compatibilità. Non sarà più necessario seguire un iter autorizzativo lungo e farraginoso. Sono stati rivisti i limiti per la realizzazione dei progetti per consentire ai Comuni o agli Enti competenti di procedere senza dover necessariamente realizzare un preventivo progetto e sottoporlo all'approvazione. È stato poi meglio precisato il riparto di competenze tra Regione e Comuni. In sostanza laddove lo studio è prevalentemente in campo al territorio di un Comune, a vederlo sarà quel Comune o l'Unione dei Comuni e non la Regione, velocizzando così i tempi di approvazione. Di fondamentale importanza sulla sicurezza è la misura di salvaguardia che scatta automaticamente quando si verificano situazioni eccezionali: scattano norme che «congelano» la situazione esistente al momento dell'evento improvviso, con l'obiettivo di garantire la sicurezza allontanando la possibilità di autorizzare interventi che possono aggravare la situazione di rischio. Un'altra importante semplificazione normativa riguarda i pareri sulle procedure autorizzative (Via e Vas, per esempio). Con la delibera è stato precisato che il soggetto competente ad approvare lo studio deve essere anche il soggetto competente a rilasciare i pareri relativi ai procedimenti autorizzativi ambientali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
