D’Olia, dal Parteolla alle boutique dell’olio
di Mario Frongia
Il 75 per cento della produzione è destinato all’estero: Europa, Usa e Asia Per i Loddo una tradizione di famiglia: «La nostra filosofia? Prima la qualità»
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Un filo d’oro, ambrato, sensuale. Da favola su risotti e bavette ai frutti di mare. Ma anche su spigola e orata lessa i sapori sono speciali. E a merenda sulla bruschetta tostata con pomodori camona. D’Olia, l’olio con mezzo secolo di storia. Dalle vallate del Parteolla, tra Donori e Serdiana. Uliveti secolari, sole e piogge che dosano i sapori della natura. «Mio nonno Ambrogio portava nel podere in campagna l’ampollina con il suo olio. Mio padre Enrico ha proseguito la tradizione». Manuela Loddo, con al fianco il marito Nicola, cura a Dolianova l’azienda di famiglia. Passione e gusti senza tempo. Genuinità e attenzione ai dettagli nella produzione annua di settantamila bottiglie da mezzo litro. «Esportiamo il 75 per cento in Germania, Francia, Inghilterra e Belgio ma siamo negli States e a Hong Kong. Ci premiano per il sapore marcato. La nostra filosofia? Prima la qualità. Preferiamo poco olio ma buono». Dal 1999, pur con le lusinghe della grande distribuzione, D’Olia tiene duro. Dai cinquanta ettari a ulivo nasce il nettare dorato per ristoranti e resort stellati, associazioni culinarie ed enogastronomiche, chef gourmet. «Distribuiamo i nostri prodotti a enoteche e boutique di eccellenze agroalimentari. La lezione? Mai scordare da dove siamo partiti». Insomma, dalla semplicità di nonno Ambrogio alla visione di papà Enrico fino al marchio d’eccellenza. Manuela Loddo annuisce. «D’Olia è un olio ricco di storia, dall’aroma carciofato» ha scritto il compianto Gianni Mura sul Venerdì di Repubblica. «Produciamo il Novello, aspetto torbido e sapore forte. Il Tradizione, miscela delle nostre olive tipiche, Tonda di Cagliari, Bosana e Semidana. Ha profumo fruttato e sapore vellutato. Il Biologico e Olieddu hanno un accento piccante e amaro, così come il Dop Sardegna, dai sentori di cardo». Il tutto da spremitura a freddo a poche ore dalla raccolta, non filtrato ma decantato naturalmente e filiera certificata nella produzione. D’Olia propone anche oli aromatizzati a limone, arancio, aglio, peperoncino e basilico, creme alle olive verdi al carciofo, alle cipolle e al peperone giallo. «Le verdure provengono da agricoltori locali. Al Cibus di Parma e al Tuttofood di Milano hanno avuto un’ottima accoglienza». L’olio D’Olia vanta nove edizioni del premio Ercole Olivario, due Sirena d’oro Sorrento, Tre foglie (il massimo) del Gambero Rosso, menzioni Slow Food e tre medaglie d’oro al Los Angeles County Fair. «Ci motivano a fare meglio. Da sei mesi siamo con lo chef Francesco Zucca e la moglie, Katy Sgrò, titolari del ristorante Bistrot Cento, in via Tuveri a Cagliari. Abbiamo creato la società “Chef&D’Olia” e per Natale mettiamo in commercio la terza produzione di una Bisque di gambero, condimento speciale che si accompagna ad aperitivi, paste e risotti. Francesco l’ha abbinato anche ai culorgiones di patate con il tartufo nero. I gamberi? Dai pescatori di Villasimius». Delizie senza tempo. Per cantori del mangiar bene. «Un suggerimento? Tre. Il Tradizione, a crudo e a fine cottura, esalta passato di verdure e spaghetti alla bottarga. Un filo del Novello sul moddizzosu appena sfornato è sublime. Infine, metto il Dop Sardegna sulla mia pizza preferita: margherita con mozzarella di bufala, pomodori ciliegini e un filo del nostro olio». Da provare.
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