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Inizia la distribuzione della pillola contro il Covid

Inizia la distribuzione della pillola contro il Covid

Prime consegne alle Regioni. Raggiunto l’accordo per le Ffp2: costeranno 75 centesimi l’una

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SASSARI. La distribuzione è iniziata ieri ma passare qualche giorno prima che la farmacie degli ospedali inizino a distribuire il molnupiravir, la pillola antivirale contro il Covid battezzata con il nome commerciale “Lagevrio”. Il farmaco è stato autorizzato il 22 dicembre dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, mentre il trattamento dura cinque giorni e prevede l’assunzione di due ogni 24 ore. La pillola potrà essere utilizzata da pazienti non ricoverati che hanno sviluppato sintomi lievi o moderati la cui situazione clinica prevede la possibilità di sviluppare la patologia in forma più grave. «Per il momento non abbiamo ottenuto alcuna informazione sul molnupiravir, anche perché la prima fase della distribuzione sarà gestita dagli ospedali – spiega Pieluigi Annis, presidente regionale di FederFarma –. Se diventerà di facile prescrivibilità, allora verremo contattati e potremo iniziare la distribuzione». Ma la farmacie non sono al centro dell’attenzione solo per la pillola anti Covid e la sua prossima, forse, distribuzione al dettaglio, ovviamente dopo la ricetta del medico curante. E nemmeno per i tamponi, generatori di file davanti ad ogni esercizio che li processa. Gran parte dell’attenzione è provocata dalla caccia alle mascherine Ffp2, necessarie per ogni tipo di spostamento effettuato sui mezzi pubblici. Resta il problema del prezzo, anche perché questo tipo di dispositivi di protezione individuale è stato soggetto a prezzi variabili che possono andare dalle offerte in stock a meno di 50 centesimi al pezzo, soprattutto on line, fino a raggiungere anche i 2 euro e 50. Motivo più che sufficiente per trovare una sintesi da proporre sull’intero territorio nazionale: «È stato raggiunto un accordo che è stato ratificato nel protocollo d’intesa firmato tra il ministero della Salute e la struttura commissariale gestita dal generale Figliuolo – spiega ancora Pieluigi Annis –. Le associazioni sindacali, tra cui FederFarma, hanno accettato il documento ma per ora solo su base volontaria, come accaduto all’inizio per i tamponi». Il rischio di trovare pezzi a prezzi non allineati, però, dovrebbe già essere stato scongiurato: «Abbiamo iniziato a sensibilizzare i colleghi - aggiunge Annis – spingendoli all’adesione immediata, anche prima che il protocollo d’intesa possa assere disponibile, cioè tra qualche giorno. Ovviamente abbiamo fatto lo stesso con tutti gli operatori della filiera, dai produttori i distributori. Per vendere ad un determinato prezzo è necessario che tutti facciano possibile affinché si possa procedere. Per qualche giorno i prezzi saranno decisi dagli esercenti, poi ci sarà l’allineamento che ci porterà a venderle a 75 centesimi l’una». Scongiurato, a quanto pare, il rischio di non avere la disponibilità delle quantità necessarie: «Al momento siamo coperti, magari non i tutti gli esercizi, ma presto risolveremo anche i problemi di approvvigionamento, dettati anche dal periodo festivo». (c.z.)

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