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la manager dell’Ares 

Annamaria Tomasella: «Meno spese per la sanità ma garantendo un servizio migliore»

Annamaria Tomasella, neo manager dell'Ares
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Annamaria Tomasella, neo manager dell'Ares

La manager dell’Ares, l’azienda regionale della salute, è fresca di arrivo nell’isola e in questi giorni è impegnata ad approfondire le sue conoscenze sul sistema regionale sardo

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SASSARI. Da Capodanno è il numero uno della sanità sarda. Annamaria Tomasella, manager dell’Ares, l’azienda regionale della salute, è fresca di arrivo nell’isola e in questi giorni è impegnata a prendere possesso del suo ruolo e ad approfondire la conoscenza del sistema sanitario della Sardegna. La manager, scelta dal presidente della Regione, dovrà tradurre in realtà la riforma che modificherà il sistema sanitario regionale partendo dalla necessità di trovare un equilibrio tra il sistema ospedaliero e quello territoriale: «Più che un equilibrio direi che, nel campo della sanità pubblica, l'ospedale e il territorio devono essere legati tra loro in una sinergia naturale dalla quale si deve trarre la massima qualità ed efficienza – spiega Tomasella –. Il territorio è un nodo strategico per garantire il processo di integrazione tra setting assistenziali e professionisti. Prossimità e riorganizzazione territoriale sono parole chiave per il futuro».

Intanto il presente parla di una spesa sanitaria di 3,7 miliardi, più del 40% della Finanziaria. Ma la manager veneta si dice convita di riuscire a ridure la spesa aumentando la qualità del servizio. A partire dai 1500 posti vacanti nel sistema isolano: «La carenza di personale sanitario è un problema complesso che riguarda tutto il Paese, non solo la Sardegna e deve essere affrontato con un’azione sinergica, che operi su vari fronti. Ciononostante è necessario trovare soluzioni immediate a livello locale, ripensando i processi e le relazioni tra professionisti che coinvolga i vari players, a partire dal ruolo che possono svolgere le professioni sanitarie e le farmacie territoriali».

La riforma sanitaria prevede anche la realizzazione di nuovi presidi ospedalieri. E Annamaria Tomasella è stata scelta anche per la sua esperienza in questo campo: «Mi è chiaro come si deve procedere ma dire cosa accadrà ora sarebbe azzardato e comunque prematuro», dice senza sbilanciarsi.

Nel suo curriculum ci sono diverse esperienza in aree del Paese per nulla simili, dal Veneto al Molise per finire con la Sardegna: «I sistemi sanitari regionali sono simili tra loro sulla carta ma le varie realtà sono definite dalla stratificazione delle storie di questi territori e sono condizionate dalla determinazione e dalla tensione all’eccellenza degli attori che vi operano. Considero una grande occasione potermi confrontare con una realtà come la Sardegna che si trova ad applicare una riforma che cambierà l’intero sistema sanitario regionale; una sfida che accolgo con grande entusiasmo», conclude la manager che ha dribblato ogni domanda riferita all’emergenza Covid e alla gestione delle pratiche sanitarie legate alla pandemia. Ci sarà tempo ma, considerata la situazione, è probabile che le prime risposte arrivino direttamente dal campo. (c.z.)
 

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