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mercoledì il consiglio regionale 

La scelta dei 3 grandi elettori con l’incognita centrista

La scelta dei 3 grandi elettori con l’incognita centrista

SASSARI. Chi rappresenterà la Sardegna nelle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica? La posizione dei centristi in consiglio regionale potrebbe scombinare un quadro che in passato è...

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SASSARI. Chi rappresenterà la Sardegna nelle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica? La posizione dei centristi in consiglio regionale potrebbe scombinare un quadro che in passato è sempre stato delineato sulla base della prassi: tre grandi elettori, uno per l’opposizione e due per la maggioranza, in genere presidente della Giunta e presidente del Consiglio. È quello che avviene abitualmente nelle altre regioni italiane (solo la Valle d’Aosta esprime solo un grande elettore, in genere il presidente). Ma lo schema classico in passato è stato più volte messo in discussione e anche quest’anno in diverse regioni, un voto che dovrebbe avere uno scarso valore politico e che invece diviene sempre più spesso terreno di scontro e di prove di potere. La prassi tenderebbe anche a evitare che i due esponenti della maggioranza siano espressione della stessa forza politica. La Sardegna si troverebbe di fronte a un caso particolare: il presidente della Giunta è un sardista, quello del Consiglio un leghista, quindi appartengono a due partiti diversi che però in parlamento costituiscono un unico gruppo politico. Mercoledì in consiglio regionale ci sarà il chiarimento e si vedrà se la prassi ha avuto la meglio o se alcune forze politiche imporranno la forza dei voti per cambiare un esito che sino a pochi giorni fa appariva scontato.

All’elezione del Presidente della Repubblica partecipano anche 58 delegati delle Regioni. A prevederlo è l’articolo 83 della Costituzione, che detta le regole sul collegio elettorale del Capo dello Stato. «All’elezione - si legge nel secondo comma dell'articolo 83 - partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato». Una volta che il presidente della Camera ha convocato il Parlamento in seduta comune per l'elezione del presidente della Repubblica, le diverse Regioni convocano i propri Consigli che saranno chiamati a selezionare i tre delegati, due della maggioranza e uno dell'opposizione. Sette anni fa, dopo le dimissioni di Napolitano, la presidente Laura Boldrini il 14 gennaio convocò il Parlamento in seduta comune per il 29, e i Consigli regionali si riunirono (al netto della Valle d'Aosta che lo stesso giorno scelse come delegato il proprio Presidente) tra il 16 (Friuli Venezia Giulia) e il 26 (Emilia Romagna). La scelta da parte dei Consigli regionali avviene sulla base di leggi regionali. In genere per la maggioranza vengono scelti il Governatore e il Presidente del Consiglio, se sono di due partiti diversi. Ma non è nemmeno obbligatorio che i delegati siano membri degli stessi Consigli regionali. Nel 2013 l'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi chiese di essere scelto tra i due delegati del centrosinistra ma da Roma arrivò lo stop della segreteria nazionale Dem, e gli fu preferito Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale.

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