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Terapie intensive oltrepassata la soglia

Terapie intensive oltrepassata la soglia

Il livello di occupazione oltre il 12%, i ricoveri in area medica restano bassi Nelle ultime 24 ore cala il numero dei contagi, due decessi nel Cagliaritano

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SASSARI. Il sistema regge: la nuova ondata che sta travolgendo le organizzazioni sanitarie di mezzo mondo, mostra la propria forza anche nell’isola, ma senza compromettere il funzionamento del sistema. Ieri nell’isola contagi in calo. Ma questo indicatore sta perdendo significato perché l’aspetto a cui bisogna guardare con maggiore attenzione è quello della situazione negli ospedali. Comunque nelle ultime 24 ore si sono registrati 829 ulteriori casi di positività al Covid (erano 1.080 nel precedente bollettino).

L’indice di positività. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 19.805 tamponi. Un numero consistente che ha portato il tasso di positività di 4,2%.

Nella popolazione studentesca sarda l’indice di positività è più basso. Sulla base dei risultati di due giorni di screening organizzato dalle Asl prima della riapertura delle scuole, il dato che ne è venuto fuori è intorno al 2 per cento. Numeri che non possono certo tranquillizzare, ma che sono di certo inferiori rispetto a quelli che si ipotizzavano (e si temevano) alla vigilia. Si viaggia col fiato sospeso, ma con la consapevolezza che la situazione è ancora gestibile, seppure tra mille difficoltà e con il sacrificio dell’esercito di personale sanitario, associazioni, volontari, forze dell’ordine, chiamati di nuovo a uno sforzo straordinario.

La situazione negli ospedali. Anche se i pronto soccorso degli ospedali sardi sono in sofferenza perché su di loro si scarica la mole maggiore di lavoro (almeno nella prima fase), per ora si continuano a garantire i servizi. Stabili i ricoveri nei reparti di terapia intensiva: 25 come il giorno precedente, ancora in crescita quelli in area medica, saliti di tre per un totale di 191. I contagiati che non finiscono in ospedale (e sono tantissimi, per fortuna) stanno in isolamento domiciliare. A ieri erano 14.965, con un aumento di 644 rispetto al giorno prima.

I dati Agenas. Il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali segnala che la Sardegna ha superato la soglia di attenzione nelle terapie intensive: il livello di occupazione ha superato il 10 per cento per toccare il 12. Ancora al di sotto del limite, invece, il livello di occupazione dei reparti normali. L’incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti è invece ampiamente sopra la soglia di attenzione e quindi due parametri su tre sono al di sopra del limite. Ci tiene in zona bianca quel 12 per cento di occupazione in area medica.

La situazione non è uguale dappertutto. A Macomer l’amministrazione comunale tranquillizza con i dati dello screening del fine settimana, ma allo stesso tempo prolunga la chiusura delle scuole e prevede che bar e distributori automatici, sino al 16 gennaio, rispettino la chiusura alle 21. L’ex opposizione in consiglio comunale attacca, sostenendo che i dati del comune non sono attendibili.

Mentre si osserva l’andamento dei contagi, si deve continuare a contare i morti: le vittime di ieri sono un uomo di 56 anni e una donna 76, entrambi residenti nella Città Metropolitana di Cagliari. .

Richieste di vaccini. L’obbligo di green pass rafforzato sospinge la campagna vaccinale. Anche tanta gente negli hub, nonostante il consueto rallentamento nel fine settimana. Il boom di richieste si porta appresso qualche disagio. Sabato a Bosa file chilometriche per il vax day che ha richiamato tante persone anche dai paesi vicini. Lunga e pesante l’attesa in strada, in una giornata dal tempo inclemente. E proteste a Senorbì, ieri, per un analogo vax day organizzato evidentemente senza un numero di dosi sufficiente a soddisfare tutte le richieste. Già in mattinata il personale incaricato è stato costretto a comunicare a tante persone in attesa che i vaccini erano terminati.

Disservizi e problemi a parte, la campagna vaccinale prosegue. Nella giornata di venerdì sono state somministrate più di 3mila dosi tra prime e seconde e 12mila e 500 di terze. Sabato sempre più di 2mila prime dosi, poco più di 600 seconde e meno di 10mila terze. Ieri consueta frenata della domenica.

In Sardegna sono state somministrate in totale 565mila terze dosi, andate in prevalenza agli over 70. Nella fascia di età tra i 5 e gli 11 anni è stato vaccinato sinora il 15,30 per cento della popolazione. Nella fascia 12-19 anni si è molto più avanti e i ragazzi che hanno già avuto la seconda dose sono quasi l’81 per cento. Un dato più alto di quello della fascia 30-39 e praticamente alla pari con quella 40-49. Bene anche i giovani tra i 20 e i 29 anni: l’85,53 per cento ha avuto due dosi.

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