La Nuova Sardegna

Carta d’imbarco e green pass: siamo più tutelati

di Paolo Ardovino
Carta d’imbarco e green pass: siamo più tutelati

Nessun disagio al Costa Smeralda. I viaggiatori accettano di buon grado le nuove regole anti Covid

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OLBIA. Per arrivare o andare via dall’isola serve il certificato verde rafforzato e i viaggiatori questa consapevolezza l’hanno acquisita al di là delle comunicazioni ufficiali del Governo. «Ormai lo accettiamo, fa parte del sistema adottato, ne prendiamo atto come altre regole», dice un passeggero. Ieri all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia il primo giorno di super green pass obbligatorio è passato senza troppi clamori. Così è (se vi pare o meno).

Ci si adegua. «Green? E cos’è, qualcosa che ha a che fare con l’ambiente? – ironizza il primo viaggiatore interpellato, Roberto Alibardi –. Scherzi a parte, ormai si sa che per fare molte cose è necessario averlo. Lo accettiamo. Ecco, magari non sono proprio concorde ma comprendo l’esigenza per la tutela di noi tutti. Sento vari punti di vista, alla fine però non sappiamo quanto facilmente avvengano i contatti, non resta che fidarsi e adeguarsi. Però stanno montando molte paure e ansie, questo sì». Arrivato qualche giorno fa in Sardegna per lavoro, parla poco prima di ripartire diretto a Verona. «Dall’esperienza personale, la sensazione è che lo scorso anno non conoscessi tante persone che avessero contratto il covid come sta capitando adesso».

La stretta. Per meglio spiegare le misure in vigore a partire dalla giornata di ieri, l’Ansa ha sintetizzato: «è quasi lockdown per i non vaccinati». La stretta è semi-totale. Ernesto e la moglie, mentre ripongono in borsa i documenti appena mostrati al check-in, alla domanda se siano d’accordo che per salire sull’aereo si debba essere vaccinati reagiscono diversamente: lui annuisce convinto, lei scuote un po’ la testa. «Sì sono d’accordo, si sta sicuri», «io avverto una gran confusione – e lei, insegnante sarda, motiva –, mi sento obbligata ma d’altra parte non ho nemmeno una posizione ferma per dire di non farlo. Di fatto sono qua, ormai è diventato inevitabile. Ho anche paura, in generale vedo che si sta creando una grande spaccatura e non mi piacciono per niente i toni che si sono diffusi». Allo sportello, loro diretti a Roma, oltre a biglietti e documenti è avvenuta anche l’ormai consueta scansione del Qr code del green pass. «Ma ci è stato precisato che il controllo è stato fatto lì e non ce lo chiederanno sull’aereo». Dario è un giovane Olbiese diretto a Milano. Trolley in mano, il nuovo provvedimento lo ignorava completamente. «Ah sì? Non sapevo nulla ma tanto in ogni caso ho il vaccino».

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