Parco geominerario, da agosto senza guida
Interrogazione di Lapia (Cd) al ministro Cingolani: «Regione e governo nominino il commissario»
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SASSARI. Tre anni fa il Parco geominerario era stato messo alla porta dall’Unesco, ora la deputata Mara Lapia scende in campo per fare sì che le Nazioni unite facciano marcia indietro. «Il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna rappresenta un'importantissima opportunità di sviluppo per gli 86 comuni che ne fanno parte e per l'intera isola, dobbiamo assolutamente ottenere nuovamente il riconoscimento Unesco – afferma la parlamentare di Centro Democratico – al momento l'ente può svolgere solo l'ordinaria amministrazione perdendo di fatto finanziamenti che per i piccoli centri sardi sono di vitale importanza». Il Parco è stato riconosciuto nel 1997 come primo parco della rete mondiale dei geositi dell’Unesco, categoria creata appositamente grazie all'incredibile patrimonio minerario, storico e ambientale, materiale e immateriale ma ad agosto 2021 è stato revocato l'incarico all'ex presidente, anche in seguito all'uscita dall’Unesco. «C'è l'urgenza di aumentare la pianta organica, creare nuovi posto di lavoro, ci sono una serie di adempimenti, come i pareri per gli uffici tecnici comunali, che il Parco in questa situazione non può compiere, paralizzando a sua volta l'attività dei singoli comuni che ne fanno parte». Il direttore del Parco, Ciro Pignatelli, approva l'iniziativa di Lapia: «Auspico che arrivi a stretto giro il commissario per continuare nel risanamento». «Non è pensabile – conclude Lapia – che dopo 5 mesi non sia stato nominato un commissario, per questo ho presentato un'interrogazione al ministro Cingolani: Regione e ministero procedano immediatamente alla nomina».
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