Corsa alla ricerca di letti ma il covid è più veloce
di Luigi Soriga
Continua l’assalto al Pronto soccorso, l’Aou di Sassari rinforza i reparti
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SASSARI. Il virus ormai ha rotto gli argini, è dentro la sanità, e purtroppo gli ospedali non hanno gli anticorpi sufficienti per frenarne l’avanzata. Cercano di reagire con soluzioni tampone, rincorrendo un nemico che dilaga al doppio della velocità.
Per capire la portata del fenomeno basta solo guardare i dati e ciò che sta accadendo negli ultimi giorni.
Solo ieri al pronto soccorso di Sassari si sono presentati 46 positivi. Se sino alla scorsa settimana i pazienti avevano sintomi blandi, ora le ospedalizzazioni stanno via via aumentando. E infatti, di questi 46, almeno 20 hanno bisogno di ricovero. Spesso ci sono complicazioni respiratorie, e occorre il trasferimento in Terapia intensiva. La pressione Covid aumenta rapidamente, e l’Aou in questa fase non sa dove ospitare i malati. La dirigenza voleva convertire i reparti ordinari come ultima spiaggia, per non sacrificare l’assistenza alle altre patologie. Ma purtroppo è arrivato il momento di rivedere i propri piani e di adottare le soluzioni estreme.
Quindi da ieri il reparto di Pneumologia ospita persone positive: ha 28 posti dei quali 18 sono stati immediatamente occupati. A questi si aggiungono i 16 letti di Malattie infettive e i 19 di Pneumocovid. Ma entrambi i reparti al primo e al secondo piano della Palazzina accanto alla Stecca bianca sono già saturi, e riescono a gestire i nuovi ingressi grazie a dimissioni o trasferimenti quotidiani. Il personale lavora a ritmi insostenibili, è cominciata anche la turnazione su Alghero per far andare il reparto covid del Marino a pieno regime. Attivarlo è stata una corsa contro il tempo, perché i locali erano praticamente delle stanze vuote. Ora ci sono 42 letti già occupati su 45 allestiti, ma non sono ancora sufficienti per contenere la curva pandemica in crescita esponenziale. Il secondo piano del Marino è in fase di allestimento, con altri 45 posti si spera disponibili entro la prossima settimana.
Se il trend dei contagi andrà avanti con questo ritmo, a breve si porrà il problema della carenza di posti anche nelle Terapie intensive. Ce ne sono 7 nella palazzina di Malattie Infettive, ma non bastano più, tanto è vero che l’Aou ha dovuto rinunciare alla rianimazione del Clemente (la Tipo), per far spazio a 4 pazienti covid gravi su 6 letti disponibili. Al momento l’azienda non può contare sulla Ti30, la terapia intensiva da 30 posti (ridotti poi a 24) tuttora chiusa per lavori di adeguamento. L’intervento sarebbe dovuto durare i mesi estivi, ma ci sono stati problemi con la ditta appaltatrice e soprattutto nell’approvvigionamento dei materiali. Per supplire alla carenza di postazioni intensive, Aou e Asl avevano pensato di attivare all’ospedale Civile di Alghero un reparto di terapia intensiva covid. Ma la Asl ha difficoltà a mettere in campo il personale congiunto con l’Aou per far funzionare il reparto. Finché non aprirà i battenti, Sassari dovrà rinunciare alla Tipo e tutta l’attività chirurgica sarà destinata a rallentare. Anche altri reparti ordinari si devono sacrificare alla causa Covid. Ginecologia 3 letti su 5, Pediatria altri 2 posti.
Infine l’Aou ha predisposto in Pronto soccorso 10 posti letto per la somministrazione degli anticorpi monoclonali, la nuova terapia antivirale in grado di bloccare subito l'evoluzione della malattia. Un passaggio obbligato, con l'aumento esponenziale dei contagi fra i degenti e il personale sanitario,e il moltiplicarsi dei focolai intraospedalieri. Solo tra il personale interno dell’Aou si registrano 90 positivi. Visto il limitato periodo di incubazione della variante omicron (2-3 giorni) e la maggiore contagiosità, ogni reparto dovrà gestire in proprio eventuali pazienti positivi, allestendo stanze apposite. Salvo casi in cui le condizioni cliniche dei pazienti lo richiedano, non ci saranno trasferimenti dei positivi nei reparti covid, già saturi. Il personale di tutti i reparti dovrà innalzare il livello di protezione personale, considerando come potenzialmente infetti tutti i degenti, indossando mascherine FFP2/3 e preferibilmente schermo facciale.
Per capire la portata del fenomeno basta solo guardare i dati e ciò che sta accadendo negli ultimi giorni.
Solo ieri al pronto soccorso di Sassari si sono presentati 46 positivi. Se sino alla scorsa settimana i pazienti avevano sintomi blandi, ora le ospedalizzazioni stanno via via aumentando. E infatti, di questi 46, almeno 20 hanno bisogno di ricovero. Spesso ci sono complicazioni respiratorie, e occorre il trasferimento in Terapia intensiva. La pressione Covid aumenta rapidamente, e l’Aou in questa fase non sa dove ospitare i malati. La dirigenza voleva convertire i reparti ordinari come ultima spiaggia, per non sacrificare l’assistenza alle altre patologie. Ma purtroppo è arrivato il momento di rivedere i propri piani e di adottare le soluzioni estreme.
Quindi da ieri il reparto di Pneumologia ospita persone positive: ha 28 posti dei quali 18 sono stati immediatamente occupati. A questi si aggiungono i 16 letti di Malattie infettive e i 19 di Pneumocovid. Ma entrambi i reparti al primo e al secondo piano della Palazzina accanto alla Stecca bianca sono già saturi, e riescono a gestire i nuovi ingressi grazie a dimissioni o trasferimenti quotidiani. Il personale lavora a ritmi insostenibili, è cominciata anche la turnazione su Alghero per far andare il reparto covid del Marino a pieno regime. Attivarlo è stata una corsa contro il tempo, perché i locali erano praticamente delle stanze vuote. Ora ci sono 42 letti già occupati su 45 allestiti, ma non sono ancora sufficienti per contenere la curva pandemica in crescita esponenziale. Il secondo piano del Marino è in fase di allestimento, con altri 45 posti si spera disponibili entro la prossima settimana.
Se il trend dei contagi andrà avanti con questo ritmo, a breve si porrà il problema della carenza di posti anche nelle Terapie intensive. Ce ne sono 7 nella palazzina di Malattie Infettive, ma non bastano più, tanto è vero che l’Aou ha dovuto rinunciare alla rianimazione del Clemente (la Tipo), per far spazio a 4 pazienti covid gravi su 6 letti disponibili. Al momento l’azienda non può contare sulla Ti30, la terapia intensiva da 30 posti (ridotti poi a 24) tuttora chiusa per lavori di adeguamento. L’intervento sarebbe dovuto durare i mesi estivi, ma ci sono stati problemi con la ditta appaltatrice e soprattutto nell’approvvigionamento dei materiali. Per supplire alla carenza di postazioni intensive, Aou e Asl avevano pensato di attivare all’ospedale Civile di Alghero un reparto di terapia intensiva covid. Ma la Asl ha difficoltà a mettere in campo il personale congiunto con l’Aou per far funzionare il reparto. Finché non aprirà i battenti, Sassari dovrà rinunciare alla Tipo e tutta l’attività chirurgica sarà destinata a rallentare. Anche altri reparti ordinari si devono sacrificare alla causa Covid. Ginecologia 3 letti su 5, Pediatria altri 2 posti.
Infine l’Aou ha predisposto in Pronto soccorso 10 posti letto per la somministrazione degli anticorpi monoclonali, la nuova terapia antivirale in grado di bloccare subito l'evoluzione della malattia. Un passaggio obbligato, con l'aumento esponenziale dei contagi fra i degenti e il personale sanitario,e il moltiplicarsi dei focolai intraospedalieri. Solo tra il personale interno dell’Aou si registrano 90 positivi. Visto il limitato periodo di incubazione della variante omicron (2-3 giorni) e la maggiore contagiosità, ogni reparto dovrà gestire in proprio eventuali pazienti positivi, allestendo stanze apposite. Salvo casi in cui le condizioni cliniche dei pazienti lo richiedano, non ci saranno trasferimenti dei positivi nei reparti covid, già saturi. Il personale di tutti i reparti dovrà innalzare il livello di protezione personale, considerando come potenzialmente infetti tutti i degenti, indossando mascherine FFP2/3 e preferibilmente schermo facciale.
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