Esce di strada e cappotta morto 31enne di Tratalias
di Luciano Onnis
L’agricoltore dopo la mezzanotte aveva salutato la fidanzata e rientrava a casa La Punto è finita in cunetta urtando un masso per poi rovesciarsi più volte
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SAN GIOVANNI SUERGIU. Tornava a casa dopo la serata trascorsa con la fidanzata, da lì a qualche ora avrebbe dovuto riprendere il suo lavoro di agricoltore nell’azienda di famiglia. Michele Carboni, 31 anni, di Tratalias, è stato trovato morto alle 5 di ieri mattina nella sua auto che si è ribaltata più volte finendo fuori strada. La vettura ha finito la corsa in un campo, dopo aver strisciato su un lato sino a urtare un grosso masso. L’incidente è avvenuto sulla provinciale 74, in località Santa Lucia. Forse Michele Carboni è morto sul colpo, ma non è da scartare la possibilità che sia rimasto agonizzante nell’auto e che le lesioni riportate ne abbiano poi provocato la morte.
A trovarlo è stato il padre che, non avendolo visto tornare a casa, ha avvisato i carabinieri ed è uscito lui stesso a cercarlo nel cuore della notte assieme ai militari della stazione di San Giovanni Suergiu e del nucleo radiomobile della Compagnia di Carbonia. Poi, intorno alle 5, il ritrovamento della Fiat Punto bianca di Michele sulla strada provinciale 74, nel territorio di San Giovanni Suergiu. L’auto era rovesciata su un fianco dopo aver cappottato alcune volte, il corpo del ragazzo senza più vita. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i medici del 118, ma per l’agricoltore non c’era più nulla da fare.
Difficile stabilire le cause del mortale, i carabinieri, coordinati dal tenente Antonio Alaia, vice comandante la Compagnia, hanno cercato di ricostruire la dinamica tornando sul posto anche in mattinata. Possibile solo formulare delle ipotesi, che purtroppo non cambiano il tragico bilancio della disgrazia: può essersi trattato di un malore o di un colpo di sonno, oppure anche di una manovra brusca per evitare un animale apparso sulla strada, come spesso accade in particolare nelle ore notturne, ma non è da escludere anche una momentanea distrazione, risultata fatale.
Da quel che si è appreso, Michele stava tornando a Tratalias, dove abita con la famiglia, dopo aver trascorso la serata con la fidanzata residente in un paese vicino. Era passata la mezzanotte, superato l’abitato di San Giovanni Suergiu ha preso la provinciale per il suo paese, Tratalias. Una strada rettilinea, che non presenta particolari difficoltà da affrontare. I segni lasciati dagli pneumatici indicano che la Punto ha percorso una decina di metri sull’erba a bordo strada, poi è finita nel campo adiacente andando a urtare lateralmente contro un grosso masso sul terreno, proseguendo poi la corsa con alcuni ribaltamenti. Il conducente ha purtroppo avuto la peggio e solo dopo qualche ora è stato trovato dal padre che assieme ai carabinieri perlustrava la strada che sapeva il figlio avrebbe percorso per tornare a casa. Inutile l'allarme e l’intervento del 118, il poveretto è stato estratto da ciò che restava dell’auto, ma era già morto, probabilmente da qualche ora.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A trovarlo è stato il padre che, non avendolo visto tornare a casa, ha avvisato i carabinieri ed è uscito lui stesso a cercarlo nel cuore della notte assieme ai militari della stazione di San Giovanni Suergiu e del nucleo radiomobile della Compagnia di Carbonia. Poi, intorno alle 5, il ritrovamento della Fiat Punto bianca di Michele sulla strada provinciale 74, nel territorio di San Giovanni Suergiu. L’auto era rovesciata su un fianco dopo aver cappottato alcune volte, il corpo del ragazzo senza più vita. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i medici del 118, ma per l’agricoltore non c’era più nulla da fare.
Difficile stabilire le cause del mortale, i carabinieri, coordinati dal tenente Antonio Alaia, vice comandante la Compagnia, hanno cercato di ricostruire la dinamica tornando sul posto anche in mattinata. Possibile solo formulare delle ipotesi, che purtroppo non cambiano il tragico bilancio della disgrazia: può essersi trattato di un malore o di un colpo di sonno, oppure anche di una manovra brusca per evitare un animale apparso sulla strada, come spesso accade in particolare nelle ore notturne, ma non è da escludere anche una momentanea distrazione, risultata fatale.
Da quel che si è appreso, Michele stava tornando a Tratalias, dove abita con la famiglia, dopo aver trascorso la serata con la fidanzata residente in un paese vicino. Era passata la mezzanotte, superato l’abitato di San Giovanni Suergiu ha preso la provinciale per il suo paese, Tratalias. Una strada rettilinea, che non presenta particolari difficoltà da affrontare. I segni lasciati dagli pneumatici indicano che la Punto ha percorso una decina di metri sull’erba a bordo strada, poi è finita nel campo adiacente andando a urtare lateralmente contro un grosso masso sul terreno, proseguendo poi la corsa con alcuni ribaltamenti. Il conducente ha purtroppo avuto la peggio e solo dopo qualche ora è stato trovato dal padre che assieme ai carabinieri perlustrava la strada che sapeva il figlio avrebbe percorso per tornare a casa. Inutile l'allarme e l’intervento del 118, il poveretto è stato estratto da ciò che restava dell’auto, ma era già morto, probabilmente da qualche ora.
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