La lotteria dei tamponi: le condizioni per averli gratis

Una circolare di Federfarma riprende il contenuto del decreto e chiarisce. Esclusi dal beneficio gli alunni delle scuole dell’infanzia e della primaria

SASSARI. I dirigenti scolastici, dopo le vacanze natalizie e di fine anno, hanno dovuto affrontare una ripartenza caotica. Sono stati centrifugati in un turbinio di indicazioni a volte confuse, a volte contradditorie. Il rientro in classe di studenti ex positivi o che avevano avuto contatti sospetti ha prodotto situazioni al limite del grottesco. Genitori che si presentavano con le più svariate attestazioni di tamponi negativi, alcuni addirittura con il dispositivo utilizzato per il test fai da te. Insomma, una confusione diffusa. Ora nuove direttive dovrebbero porre delle delimitazioni più chiare. Il decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 7 gennaio viene piano piano recepito e messo in pratica. Federfarma, con una circolare inviata il 12 gennaio ai propri associati, riprende il contenuto del decreto e spiega quello che si può fare, precisando a quali condizioni gli studenti potranno avere diritto al tampone gratuito. Va detto che gli alunni di età compresa tra i 6 e i 12 anni, che non devono utilizzare mezzi pubblici per andare a scuola, non avranno alcun diritto al tampone gratuito. Quindi, per accertare la loro positività o negatività dovranno sempre pagare (o, meglio, dovranno farlo per loro le famiglie).

Diverso il discorso per i ragazzi tra i 12 e i 17 anni. Per loro il tampone può essere gratuito: «Per garantire il tracciamento dei contagi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (scuole medie e licei, istituti tecnici e professionali) il decreto prevede che gli alunni di tali istituti abbiano diritto all’esecuzione gratuita in farmacia o nelle altre strutture sanitarie aderenti al protocollo per l’attuazione dei tamponi rapidi a prezzi calmierati, di test antigenici rapidi sulla base di un’idonea prescrizione rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta».

Quindi funziona così: uno studente che ha avuto il Covid o che frequenta una scuola nella quale il dirigente ha emanato una circolare con provvedimenti presi in base all’emergenza Covid, può rivolgersi al medico per ottenere una certificazione con la quale poi presentarsi in farmacia e avere diritto al tampone gratuito. Caso diverso da quello di uno studente che ritiene di aver avuto un contatto ravvicinato con un positivo e che propria sicurezza intenda sottoporsi a una tampone. In questo caso l’esenzione non c’è e lo studente dovrà pagare di tasca propria il tampone.

Rimangono i problemi per scuola dell’infanzia e scuola primaria, quelle dove peraltro il rischio di contagio è maggiore perché la vaccinazione o non è prevista oppure è poco diffusa. A leggere le disposizioni contenute nelle circolari delle varie scuole c’è da perderci la testa, in un groviglio di casistiche e distinguo entro il quale muoversi non è facile per famiglie di nuovo alle prese con Dad, chiusure di classi, lezioni a singhiozzo. Famiglie sulle quali le rassicuranti statistiche ministeriali fanno poca presa.

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