La Nuova Sardegna

Terapie intensive: ora si corre ai ripari

di Roberto Petretto
Terapie intensive: ora si corre ai ripari

Riunione dell’Unità di crisi regionale: pronto piano per 27 nuovi posti letto Sardegna verso il giallo: supera il livello di guardia in tutti i parametri

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SASSARI. Saremo pure nel cosiddetto plateau dei contagi, saremo pure arrivati al picco, ma la situazione nell’isola rimane pesante. Soprattutto per gli ospedali. L’allarme sulla sofferenza delle terapie intensive lanciato ieri su La Nuova non era infondato. Ieri la Regione ha convocato l’Unità di crisi regionale per prendere delle contromisure. E torna purtroppo d’attualità il piano modulare di messa in funzione dei posti letto supplementari. La riunione dell'Unità di crisi regionale è stata presieduta dall'assessore della Sanità, Mario Nieddu. Collegate in videoconferenza c’erano tutte le direzioni generali delle aziende sanitarie della Sardegna. Il vertice è stato convocato «per un confronto sulla gestione dell'emergenza Covid in relazione al peggioramento del quadro epidemiologico».

Piano d’emergenza. «Siamo pronti ad attivare - ha detto l’assessore Nieddu -, in ventiquattro ore, fino a 27 nuovi posti letto in terapia intensiva. Speriamo non sia necessario, ma dobbiamo essere pronti a ogni scenario».

In Sardegna, secondo al report dell’Unità di crisi, «sono presenti 220 posti in terapia intensiva, di questi 92 dedicati ai pazienti Covid, di cui 30 attualmente attivi (27 occupati). Tre dunque i posti letto liberi in terapia intensiva Covid e ventisette i posti immediatamente attivabili: 8 al Santissima Trinità e uno al Binaghi di Cagliari, 6 all'ospedale Civile di Alghero, 12 al San Francesco di Nuoro».

La speranza è che le analisi del Cnr, che hanno descritto la Sardegna (e soprattutto il nord dell’isola) ormai al picco del contagio, siano confermate e che, nel giro di poco tempo, la curva riprenda a calare.

Nuovo record. Per ora i segnali sono contraddittori. Un giorno in calo, un giorno nuovo record. Come ieri, giornata in cui si sono registrati 2.023 positivi, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Ma non solo. Ci sono state anche altre 4 vittime. due uomini di 77 e 88 anni, e due donne di 81 e 88 anni. Stabili i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 27, mentre i ricoverati in area medica sono 261, con un aumento di 26 rispetto al giorno precedente. Un dato che ci porta a sforare quel 15 per cento stabilito come limite di occupazione dei posti letto in reparti non intensivi che, unito a altri due parametri, ugualmente fuori scala (numero di contagi ogni 100mila abitanti e occupazione delle terapie intensive) colloca la Sardegna in una condizione da zona gialla. Domani le decisioni nazionali sulle nuove classificazioni.

Numeri da giallo. Il dato di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato con i numeri di ieri dice che l’occupazione in area medica ha raggiunto il 16 per cento mentre quella delle terapie intensive è rimasta al 13 per cento (come il giorno prima). In entrambi i casi oltre il limite di guardia.

I dubbi sui colori. Il sistema dei colori delle Regioni, con la nuova situazione, mostra sempre più la propria inadeguatezza. Se la Sardegna dovesse passare dal bianco al giallo, ad esempio, non cambierebbe praticamente sulla. L’esigenza di «modificare significativamente il sistema delle fasce di colori per le regioni valutando i casi Covid soltanto tra i pazienti ricoverati che hanno sviluppato la malattia e, dunque, senza includere gli asintomatici ricoverati per altre patologie» sarebbe la tendenza emersa dal confronto Stato-Regioni a cui hanno partecipato tecnici del ministero della Salute, tra questi il direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli.

Netto il giudizio di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna: «Penso che il sistema dei colori vada eliminato: attualmente, ad esempio, in zona gialla è tutto uguale al bianco. Un anno fa - ricorda - ci fu il lockdown, quest'anno abbiamo chiuso praticamente solo discoteche e locali da ballo che andranno ristorati e poco altro, si è permesso giustamente a chi è vaccinato di continuare a fare le proprie attività».

Il dato nazionale. Sono 192.320 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Il giorno prima erano stati 228.179. Le vittime sono invece 380 (il giorno precedente erano state 434). Sono stati effettuati 1.181.889 di tamponi molecolari e antigenici. Il tasso di positività è al 16,3%, in aumento rispetto al 15,4% di martedì. Sono 1.688 i pazienti in terapia intensiva, 27 in meno nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 134. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.500, ovvero 52 in più.

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