Vita da pendolare: la fatica quotidiana di andare a scuola
Andare a scuola come studenti pendolari, soprattutto d’inverno, crea tanti problemi a noi alunni. Difatti i paesi dove viviamo non sono tanto vicini alla nostra scuola e quindi siamo costretti ad...
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Andare a scuola come studenti pendolari, soprattutto d’inverno, crea tanti problemi a noi alunni. Difatti i paesi dove viviamo non sono tanto vicini alla nostra scuola e quindi siamo costretti ad effettuare un lungo viaggio per arrivare a destinazione. Capita di viaggiare seduti su sedili bagnati e dentro mezzi senza un minimo di riscaldamento. Molte volte i pullman sono sovraccarichi e i passeggeri devono viaggiare in piedi oppure seduti sugli scalini dell’uscita.
Anche per il rientro, i problemi di noi studenti pendolari sono sempre gli stessi ma non sono mai stati risolti. Molto spesso gli orari di partenza dei pullman non coincidono (o non si avvicinano neppure) con l’orario di uscita scolastico. Pertanto una volta aver terminato le lezioni, ci vediamo costretti ad aspettare al freddo e quando capita sotto la pioggia per circa un’ora, prima di tornare a casa. Numerose volte i mezzi non risultano all’altezza del loro compito, soprattutto a causa del fatto che i pullman sono gli stessi di parecchi anni fa, e quelli ormai impraticabili non vengono sostituiti. Inoltre durante questo periodo di pandemia non è stato fatto nessun tipo di cambiamento e non sono state prese le precauzioni adeguate per evitare il contagio sui mezzi, insomma c’è tanta disorganizzazione che causa tanti disagi a noi pendolari.
È capitato ad alcuni alunni di restare bloccati senza poter tornare a casa poiché le rispettive tratte non hanno effettuato il viaggio di ritorno giustificandosi con la mancanza di personale.
D’altra parte, però, tra di noi c’è anche chi effettua un breve tragitto per arrivare a scuola, con pullman nuovi e ben organizzati.
Insomma la vita del pendolare per molti di noi è molto stressante e per niente facile. Questa nostra condizione potrebbe però essere più sicura e vissuta con maggiore serenità grazie alla risoluzione di questi diversi problemi che persistono da anni ma non vengono mai presi in considerazione dalla rispettiva ditta e dalla Regione Sardegna come se fossero invisibili.
Stefano Cera, Michela Floris, Giovanni Massidda, Federico Melosu, Edoardo Mereu, Alice Mulas, Matteo Pireddu Emanuela Pisano, Daniele Podda
I ragazzi e le ragazze che hanno scritto questo articolo che è anche una lettera aperta sono tutti studenti della quarta E del Liceo Pitagora di Isili
Anche per il rientro, i problemi di noi studenti pendolari sono sempre gli stessi ma non sono mai stati risolti. Molto spesso gli orari di partenza dei pullman non coincidono (o non si avvicinano neppure) con l’orario di uscita scolastico. Pertanto una volta aver terminato le lezioni, ci vediamo costretti ad aspettare al freddo e quando capita sotto la pioggia per circa un’ora, prima di tornare a casa. Numerose volte i mezzi non risultano all’altezza del loro compito, soprattutto a causa del fatto che i pullman sono gli stessi di parecchi anni fa, e quelli ormai impraticabili non vengono sostituiti. Inoltre durante questo periodo di pandemia non è stato fatto nessun tipo di cambiamento e non sono state prese le precauzioni adeguate per evitare il contagio sui mezzi, insomma c’è tanta disorganizzazione che causa tanti disagi a noi pendolari.
È capitato ad alcuni alunni di restare bloccati senza poter tornare a casa poiché le rispettive tratte non hanno effettuato il viaggio di ritorno giustificandosi con la mancanza di personale.
D’altra parte, però, tra di noi c’è anche chi effettua un breve tragitto per arrivare a scuola, con pullman nuovi e ben organizzati.
Insomma la vita del pendolare per molti di noi è molto stressante e per niente facile. Questa nostra condizione potrebbe però essere più sicura e vissuta con maggiore serenità grazie alla risoluzione di questi diversi problemi che persistono da anni ma non vengono mai presi in considerazione dalla rispettiva ditta e dalla Regione Sardegna come se fossero invisibili.
Stefano Cera, Michela Floris, Giovanni Massidda, Federico Melosu, Edoardo Mereu, Alice Mulas, Matteo Pireddu Emanuela Pisano, Daniele Podda
I ragazzi e le ragazze che hanno scritto questo articolo che è anche una lettera aperta sono tutti studenti della quarta E del Liceo Pitagora di Isili
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