La Nuova Sardegna

Anche Marino lascia il M5s Evangelista va con Renzi

di Alessandro Pirina
Anche Marino lascia il M5s Evangelista va con Renzi

Il deputato: «Io mi battevo per la continuità e Grillo faceva contratti con Onorato» La senatrice: «Forte disagio per il giustizialismo, Italia viva è l’approdo naturale»

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SASSARI. Non si arresta la fuga dei parlamentari sardi dal gruppo dei 5 stelle. A 48 ore dall’addio della senatrice Elvira Lucia Evangelista, che si è poi accasata con Italia viva, a Montecitorio Nardo Marino, eletto all’uninominale a Olbia, ha annunciato il divorzio dal Movimento. Destinazione - per ora - il Gruppo misto. La defezione di Marino, giornalista prestato alla politica, è stata un fulmine a ciel sereno in casa 5 stelle, anche perché fino quando il vicepresidente Ettore Rosato non la ha comunicata all’aula nessuno era a conoscenza delle intenzioni del deputato. «È stata una decisione sofferta, che non ho preso a cuor leggero – dice –, ma ero in difficoltà da diverso tempo. I motivi sono tanti, ma di certo la questione Onorato ha avuto un ruolo in questa decisione». Marino si riferisce all’inchiesta che vede indagati Beppe Grillo e lo stesso armatore di Moby e Tirrenia per traffico di influenze illecite. Nel mirino della procura di Milano i contratti pubblicitari stipulati nel 2018 e 2019 tra il gruppo Onorato e la società del garante dei 5 stelle, per un importo totale di 240mila euro, e quelli con la Casaleggio Associati per 600 mila euro annui per tre anni. «Io del mio lavoro faccio ne faccio una priorità – spiega il deputato, membro della commissione Trasporti alla Camera –. Non è accettabile che mentre io mi battevo in Parlamento per la continuità all’esterno si verificassero situazioni del genere».

Ma non è solo l’imbarazzo per l’inchiesta ad avere spinto Marino a sbattere la porta. Ci sono anche motivazioni politiche, legate allo stallo che c’è ora in casa 5 stelle, alle prese con il dualismo tra Conte e Di Maio. «Non trovo un percorso da seguire – continua il parlamentare –. È un partito alla deriva, non capisco verso dove è diretto. Non ho condiviso la fase di riorganizzazione, solo scelte calate dall’alto. E nel frattempo i territori sono rimasti scoperti: sembra il Politburo». Quanto al suo futuro, per ora va nel Gruppo misto. «Sicuramente resterò qui durante la votazione del presidente della Repubblica che sceglierò da indipendente. Che vuole dire che se mi dicessero di uscire dall’aula o che devo votare una donna solo perché donna non lo farei». Un’altra certezza è su Berlusconi. «No, non lo voterò».

Sull’approdo futuro, però, Marino non esclude nulla. Neanche Italia viva («sarebbe stupido escludere qualsiasi cosa», dice), dove invece è appena arrivata Elvira Lucia Evangelista, eletta al Senato nel proporzionale. «Ho deciso di aderire a Iv per una sofferenza che provavo dentro il Movimento a causa di una linea politica che non poteva appartenermi – spiega –: la mia formazione giuridica, da avvocato, mi porta a valutare le questioni avendo come faro la Costituzione, che è garantista, non giustizialista. Il partito di Matteo Renzi non poteva quindi che essere il mio naturale approdo. Sia nel mio ruolo di membro della Giunta per le elezioni e le immunità che in quello di membro della commissione Giustizia, ho provato più volte disagio per quella doppia morale che contraddistingue il M5s in merito alle questioni giudiziarie. Basti osservare l'atteggiamento tenuto sull'indagine che riguarda Grillo, dove improvvisamente si sono riscoperti garantisti». Con l’uscita di Evangelista e Marino i 5 stelle sardi si riducono a 6: nel 2018 dopo le elezioni erano 16.

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