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Finanziaria, ritirato l’emendamento sui Cda

Finanziaria, ritirato l’emendamento sui Cda

Maggioranza di centrodestra spaccata e l’asse Psd’Az-Udc fa un passo indietro. Il 31 la legge in aula

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CAGLIARI. Niente da fare, per i consigli d’amministrazione nei 14 enti controllati dalla Regione. Firmato dal Psd’az e dall’Udc, l’emendamento alla Finanziaria è stato ritirato in tutta fretta, dopo un acceso confronto fra i partiti della maggioranza di centrodestra e la rivolta delle opposizioni. Anche tutti gli altri emendamenti, oltre 400, hanno fatto la stessa fine: congelati, ma gran parte potrebbero essere ripresentati in aula.

La svolta. Senza più il peso degli emendamenti, i lavori della commissione bilancio sono filati lisci in un attimo. Il testo originale, presentato dall’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, è stato approvato dal centrodestra. Centrosinistra e Movimento Cinque stelle hanno votato contro. Superato l’ostacolo, la Finanziaria dovrebbe entrare in aula lunedì 31 gennaio ed essere approvata nelle prime due settimane di febbraio.

Blitz mancato. Per la seconda volta consecutiva, dopo il tentativo di ottobre, durante il dibattito sulla Manovra di bilancio, i sostenitori dei consigli d’amministrazione hanno dovuto fare marcia indietro. Oggi, come allora, il Psd’Az e parte dell’Intergruppo centrista si sono ritrovati da soli nel sostenere la rivoluzione, più volte annunciata, della burocrazia regionale. La Lega s’è messa di traverso, lo aveva fatto anche in passato, e gli altri gruppi della coalizione hanno continuato a essere tiepidi. I sardisti hanno provato a insistere, sarebbe stato questo il loro atteggiamento in tutti i vertici di maggioranza, ma alla fine anche il loro secondo blitz è andato vuoto. Poi a essere decisivo è stato anche l’atteggiamento duro delle opposizioni, pronte a qualunque tipo di ostruzionismo se quell’emendamento fosse passato in commissione , insieme a quelli destinati a rendere operativa la legge sul super staff della Regione e i nuovi consulenti nei 12 assessorati. Il muro contro muro è durato non più di due giorni fino al passo indietro dei sardisti.

Cosa accadrà. Fra una decina di giorni la Finanziaria della Giunta, che vale 9,5 miliardi, sarà messa all’ordine del giorno del Consiglio regionale. Stando all’accordo raggiunto in commissione bilancio, presieduta da Stefano Schirru del Psd’Az, i partiti di maggioranza e opposizione ripresenteranno gli emendamenti in aula. Ma saranno solo quelli legati a doppio filo con la nuova contabilità della Regione. Non ci sarà invece spazio – sempre stando all’accordo – per tutti quelli di rimbalzo sulla burocrazia regionale e sull’organizzazione del personale negli enti e nelle agenzie controllati.

Un’eccezione: i sindaci. L’unico emendamento fuori da questo schema dovrebbe essere quello che aumenta gli stipendi dei sindaci sardi, allineandoli alle nuove indennità decise dal governo Daghi. A sollevare il caso era stata l’Associazione dei Comuni, con il presidente Emiliano Deiana. Presa di posizione poi condivisa da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione, per evitare una palese ingiustizia ai danni dei 377 sindaci sardi.

L’impianto. A questo punto il dibattito in aula ripartirà per forza dalla bozza della Giunta. «È su quel testo – conferma Pierluigi Saiu, capogruppo della Lega – che maggioranza e opposizione dovranno confrontarsi, per cercare semmai di migliorare i 13 articoli». Articoli che spaziano dai finanziamenti destinati alla sanità, con un costo presunto intorno ai quattro miliardi, fino agli interventi contro lo spopolamento nei Comuni sotto i 3mila abitanti, a partire dai bonus bebè e per l’acquisto della prima casa. (ua)

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