Il Governo impugna anche la “Omnibus”
Dubbi sulla tutela delle zone umide e i contratti al personale
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CAGLIARI. Nuova tegola sulla Giunta regionale sarda. Il Governo ha impugnato la legge “Omnibus” approvata dal Consiglio il 22 novembre dello scorso anno. Si tratta della tredicesima legge varata in questa legislatura contro cui il Consiglio dei ministri decide di opporre ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale. «Alcune disposizioni - si legge nel comunicato del Cdm - eccedono dalle competenze attribuite alla Regione Sardegna dallo Statuto speciale di autonomia» e violano «il principio di leale collaborazione» tra Stato e Regioni. La Omnibus è una legge “monstre” che include decine di provvedimenti e che era stata approvata non senza difficoltà e polemiche. In attesa che il Governo confermi quali sono i punti sui quali ha chiesto il pronunciamento della Consulta (verranno ufficializzati nelle prossime ore sul sito del ministero per gli Affari regionali) qualcosa di può capire sulla base delle osservazioni avanzate nei giorni scorsi dai ministeri della Cultura e dell'Economia. Quasi certamente il primo degli articoli “stoppato” dal Governo è quello che ha abolito il vincolo di inedificabilità nei raggio dei 300 metri dalle zone umide. Si tratta di una delle norme più controverse dell’intera manovra di bilancio ed era quasi scontato che sul punto si concentrassero le attenzioni dei funzionari del ministero della Cultura al quale competono i compiti della tutela paesaggistica dei beni dello Stato. Non a caso proprio il ministero della Cultura aveva chiesto di impugnare anche il Ppr licenziato dalla Regione e ritenuto, in molte parti, eccedente le competenze regionali.
Altre osservazioni erano state mosse in merito a una serie di norme che riguardano l’inquadramento del personale. Roma contesterebbe la stabilizzazione dei precari, l’integrazione della pensione ai dipendenti della Protezione civile, l’istituzione dei buoni mensa per i Forestali, alcuni contratti per l’ufficio stampa e l’allungamento dei contratti ai dirigenti esterni oltre ai termini massimi previsti dalla legge. In tutti questi casi l’articolo violato sarebbe il “117” che stabilisce che «l’organizzazione e l’ordinamento dei rapporti della pubblica amministrazione è competenza dello Stato». Un punto considerato insuperabile perchè è quello che garantisce parità di trattamento in tutte le regioni del Paese.
Il terzo articolo contestato dovrebbe essere quello che ha concesso il blocco del pagamento di alcune imposte regionali alle strutture alberghiere. In questo caso il problema sembra essere contabile in quanto la Regione non avrebbe previsto compensazioni per i mancati incassi. Su tutti questi punti la parola passa ora ai giudici della Consulta.
Altre osservazioni erano state mosse in merito a una serie di norme che riguardano l’inquadramento del personale. Roma contesterebbe la stabilizzazione dei precari, l’integrazione della pensione ai dipendenti della Protezione civile, l’istituzione dei buoni mensa per i Forestali, alcuni contratti per l’ufficio stampa e l’allungamento dei contratti ai dirigenti esterni oltre ai termini massimi previsti dalla legge. In tutti questi casi l’articolo violato sarebbe il “117” che stabilisce che «l’organizzazione e l’ordinamento dei rapporti della pubblica amministrazione è competenza dello Stato». Un punto considerato insuperabile perchè è quello che garantisce parità di trattamento in tutte le regioni del Paese.
Il terzo articolo contestato dovrebbe essere quello che ha concesso il blocco del pagamento di alcune imposte regionali alle strutture alberghiere. In questo caso il problema sembra essere contabile in quanto la Regione non avrebbe previsto compensazioni per i mancati incassi. Su tutti questi punti la parola passa ora ai giudici della Consulta.
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