Silenzio e paura in paese Il cordoglio viaggia via web
Il giorno dopo sul luogo dell’agguato restano solo i vetri frantumati dai pallettoni Don Cheri annuncia i funerali: l’ultimo saluto a Tonino alle 15,30 in parrocchia
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OLIENA. Vetri frantumati per terra. Via Massaua il giorno dopo l’omicidio di Tonino Corrias è deserta e non reca traccia dell’orrore del giorno prima. Se non per quei vetri nella pavimentazione che dall’elegante acciottolato di via Dottor Puligheddu e dalla Salita Depretis si trasforma in un fondo sconnesso e a tratti non asfaltato. Il vetro è quel che resta, davanti a uno dei tre garage della grande casa in cui Corrias pensava di essere al riparo, lui e la moglie e i due ragazzi. L’allevatore aveva fatto della prudenza un metodo. Aveva ristretto il perimetro della vulnerabilità alle esigenze del lavoro in campagna. Per il resto, la sua vita era concentrata tra gli affetti familiari.
Nella casa, ieri, avvolgibili abbassati e nessun segno di presenze. Inutile suonare. Poche persone per strada, nella tarda mattinata di una giornata in cui Oliena, l’operosa Oliena, si è trovata al centro di riflettori di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Nella piazza dedicata ad Aldo Moro in cui si affaccia l’ingresso del municipio nessuno ha voglia di parlare. «Avete già scritto», i giornalisti sono liquidati frettolosamente da una signora, e non sono ammesse le repliche.
La casa di Tonino Corrias, e di conseguenza il luogo del delitto, è vicinissima al municipio ma anche alla chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio da Loyola. Anche qui non c’è nessuno. E qui, oggi alle 15.30, il parroco don Giuseppe Cheri celebrerà il funerale. Il sacerdote è stato irrintracciabile per tutta la giornata, ma ieri sera, sulla pagina Facebook della parrocchia, alle 20 è comparso l’annuncio: “Il Funerale di Corrias Tonino sarà celebrato domani 22 gennaio alle ore 15:30, in Parrocchia. Vista la situazione di emergenza sanitaria si invita al massimo rispetto delle norme anti-covid”. Così, come tutti gli annunci per le esequie dei compaesani di cui la pagina social della parrocchia dà puntualmente conto. E altrettanto puntualmente, il cordoglio degli olianesi si è manifestato via social, con la vicinanza alla vedova e ai giovani figli della vittima.
Il sindaco di Oliena, Bastiano Congiu, giovedì aveva espresso il dolore del paese. «Fatti del genere colpiscono profondamente un’intera Comunità. In questi casi non bisogna lasciarsi andare allo sgomento e alla paura, ma reagire subito, dimostrando unità, stringendosi attorno a una madre e a suoi due giovani figli soprattutto, che sono stati privati in modo così crudele della figura del padre».
L’omicidio Corrias è arrivato sulla comunità come una tragedia inattesa. In un periodo già difficile per la pandemia, aggiunge ragioni di preoccupazione. E di paura, come accade quando ci si trova davanti a fatti di sangue. Molti dei giovani non erano nemmeno nati ai tempi delle vicende di cronaca che hanno preceduto il delitto dell’allevatore. Ora invece si deve fare i conti con una violenza improvvisa. Confidando che si arrivi a capirne i meccanismi, a individuare i colpevoli. Non è stato così,per i fatti di sangue ai quali l’omicidio Corrias potrebbe essere legato. Anche questo fa paura. E fa passare la voglia di parlare.(si.se.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nella casa, ieri, avvolgibili abbassati e nessun segno di presenze. Inutile suonare. Poche persone per strada, nella tarda mattinata di una giornata in cui Oliena, l’operosa Oliena, si è trovata al centro di riflettori di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Nella piazza dedicata ad Aldo Moro in cui si affaccia l’ingresso del municipio nessuno ha voglia di parlare. «Avete già scritto», i giornalisti sono liquidati frettolosamente da una signora, e non sono ammesse le repliche.
La casa di Tonino Corrias, e di conseguenza il luogo del delitto, è vicinissima al municipio ma anche alla chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio da Loyola. Anche qui non c’è nessuno. E qui, oggi alle 15.30, il parroco don Giuseppe Cheri celebrerà il funerale. Il sacerdote è stato irrintracciabile per tutta la giornata, ma ieri sera, sulla pagina Facebook della parrocchia, alle 20 è comparso l’annuncio: “Il Funerale di Corrias Tonino sarà celebrato domani 22 gennaio alle ore 15:30, in Parrocchia. Vista la situazione di emergenza sanitaria si invita al massimo rispetto delle norme anti-covid”. Così, come tutti gli annunci per le esequie dei compaesani di cui la pagina social della parrocchia dà puntualmente conto. E altrettanto puntualmente, il cordoglio degli olianesi si è manifestato via social, con la vicinanza alla vedova e ai giovani figli della vittima.
Il sindaco di Oliena, Bastiano Congiu, giovedì aveva espresso il dolore del paese. «Fatti del genere colpiscono profondamente un’intera Comunità. In questi casi non bisogna lasciarsi andare allo sgomento e alla paura, ma reagire subito, dimostrando unità, stringendosi attorno a una madre e a suoi due giovani figli soprattutto, che sono stati privati in modo così crudele della figura del padre».
L’omicidio Corrias è arrivato sulla comunità come una tragedia inattesa. In un periodo già difficile per la pandemia, aggiunge ragioni di preoccupazione. E di paura, come accade quando ci si trova davanti a fatti di sangue. Molti dei giovani non erano nemmeno nati ai tempi delle vicende di cronaca che hanno preceduto il delitto dell’allevatore. Ora invece si deve fare i conti con una violenza improvvisa. Confidando che si arrivi a capirne i meccanismi, a individuare i colpevoli. Non è stato così,per i fatti di sangue ai quali l’omicidio Corrias potrebbe essere legato. Anche questo fa paura. E fa passare la voglia di parlare.(si.se.)
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