Processi lenti? Non è colpa dei magistrati
«Il problema della giustizia italiana, come di quella sarda, non è quello della produttività dei magistrati, che le classifiche Cepej (commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Euro...
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«Il problema della giustizia italiana, come di quella sarda, non è quello della produttività dei magistrati, che le classifiche Cepej (commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa, ndr) ormai da molti anni indicano fra i più produttivi d’Europa. Il problema è nell’organizzazione, nella mancanza di investimenti degli ultimi decenni e nella scarsità di risorse, ad iniziare dal personale di magistratura e amministrativo»: a sostenerlo in una nota diffusa all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 e la sezione sarda dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati che ha di recente eletto presidente Andrea Vacca, sostituto alla Procura della Repubblica di Cagliari. L’Anm sollecita «un profondo rinnovamento della giustizia e della sua organizzazione». Per il sindacato dei magistrati «il progetto dell’ufficio del processo sembra andare in questa direzione» ma la preoccupazione resta a causa delle gravi scoperture negli organici «che toccano in certi uffici della Sardegna percentuali tali da rendere ormai difficilissimo assicurare gli stessi servizi». Scoperture che riguardano anche la magistratura con percentuali «mai toccate in precedenza». L’Anm sarda si dichiara fortemente preoccupata anche «per la recente riforma, che sembra non tener conto delle capacità dei vari uffici».
Grande apprezzamento viene espresso invece dall’Anm per il prossimo riconoscimento da parte del Parlamento del principio di insularità che i magistrati sperano venga «declinato anche nelle decisioni in tema di dotazioni organiche e di distribuzione degli uffici del distretto, perché i tribunali di Sassari e Cagliari sono gravati da pendenze non fronteggiabili coi mezzi attuali.
Grande apprezzamento viene espresso invece dall’Anm per il prossimo riconoscimento da parte del Parlamento del principio di insularità che i magistrati sperano venga «declinato anche nelle decisioni in tema di dotazioni organiche e di distribuzione degli uffici del distretto, perché i tribunali di Sassari e Cagliari sono gravati da pendenze non fronteggiabili coi mezzi attuali.
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