La Regione cerca di frenare la protesta dei ricciai
Manifestazioni annunciate per oggi: «Rischiamo di morire di fame» L’assessora Murgia: «Impegnati da applicare le norme di salvaguardia»
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SASSARI. L’assessora regionale all’Agricoltura cerca di tranquillizzare i pescatori di ricci che minacciano di bloccare i porti sardi in segno di protesta contro lo stop alle attività di raccolta. Oggi i pescatori potrebbero già passare all’azione: «Potrebbe succedere di tutto- dice Gesuino Banchero, rappresentante dei subacquei professionisti - dal blocco dei porti con le nostre barche all'occupazione dell'assessorato con manifestazione davanti al Consiglio regionale. Vedremo, ma non possiamo fare altro: rischiamo di morire di fame. Qui chiudono duecento piccole aziende in tutta la Sardegna».
L’assessora Murgia si difende e ricorda che «Le strutture dell’assessorato e dell’agenzia Agris stanno dedicando il massimo impegno possibile alla pronta definizione di un quadro di regole e procedimenti necessari per dare attuazione alla legge».
La norma approvata dalla Regione «stabilisce - ricorda l’assessora - un percorso finalizzato a trovare una soluzione non più procrastinabile al concreto problema di riduzione della specie nel mare territoriale della Sardegna, prevedeva la chiusura della stagione della pesca del riccio di mare entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Buras, scaduti ieri. Le linee guida sono già state definite da tempo dalle unità operative che partecipano al piano di monitoraggio della risorsa. Agris ha già avviato il lavoro di definizione del Piano operativo per l’attuazione dell’intervento e tempestivamente pubblicherà la manifestazione di interesse per gli aventi diritto».
E nel frattempo? «Nel dettaglio il decreto stabilisce che la remunerazione giornaliera per la prestazione di servizio fornita per l’attività di monitoraggio della risorsa riccio di mare e per la pulizia dei fondali, sia di 250 euro per i pescatori professionali subacquei che operano dalla riva e di 500 euro per chi opera con un’imbarcazione d’appoggio e una persona preposta all’ausilio e al soccorso».
«Le amministrazioni interessate conclude Gabriella Murgia - porranno in essere ogni adempimento necessario per garantire agli operatori le forme di salvaguardia del reddito previste dalla legge, fermo restando che i titolari di autorizzazione potranno comunque effettuare le altre tipologie di pesca previste». L’assessora assicura il massimo impegno «per trovare soluzioni sia amministrative che normative per far rientrare nel provvedimento anche gli operatori rimasti esclusi per diverse problematiche».
L’assessora Murgia si difende e ricorda che «Le strutture dell’assessorato e dell’agenzia Agris stanno dedicando il massimo impegno possibile alla pronta definizione di un quadro di regole e procedimenti necessari per dare attuazione alla legge».
La norma approvata dalla Regione «stabilisce - ricorda l’assessora - un percorso finalizzato a trovare una soluzione non più procrastinabile al concreto problema di riduzione della specie nel mare territoriale della Sardegna, prevedeva la chiusura della stagione della pesca del riccio di mare entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Buras, scaduti ieri. Le linee guida sono già state definite da tempo dalle unità operative che partecipano al piano di monitoraggio della risorsa. Agris ha già avviato il lavoro di definizione del Piano operativo per l’attuazione dell’intervento e tempestivamente pubblicherà la manifestazione di interesse per gli aventi diritto».
E nel frattempo? «Nel dettaglio il decreto stabilisce che la remunerazione giornaliera per la prestazione di servizio fornita per l’attività di monitoraggio della risorsa riccio di mare e per la pulizia dei fondali, sia di 250 euro per i pescatori professionali subacquei che operano dalla riva e di 500 euro per chi opera con un’imbarcazione d’appoggio e una persona preposta all’ausilio e al soccorso».
«Le amministrazioni interessate conclude Gabriella Murgia - porranno in essere ogni adempimento necessario per garantire agli operatori le forme di salvaguardia del reddito previste dalla legge, fermo restando che i titolari di autorizzazione potranno comunque effettuare le altre tipologie di pesca previste». L’assessora assicura il massimo impegno «per trovare soluzioni sia amministrative che normative per far rientrare nel provvedimento anche gli operatori rimasti esclusi per diverse problematiche».
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