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Quei timidi segnali di ottimismo

Quei timidi segnali di ottimismo

Dal Cts e Gimbe la conferma di un miglioramento: «Ma bisogna restare prudenti»

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SASSARI. Azzardare previsioni sta diventando sempre più complicato. E quindi, chi si cimenta in questa difficile impresa per ragioni professionali, lo fa con tutti i distinguo possibili. «Ci troviamo in una fase di elevata circolazione del virus con oltre 2,7 milioni di positivi e una media di circa 180mila nuovi casi al giorno che rimangono ormai stabili da circa una settimana. La salita della curva di fatto sembra essersi arrestata ma è difficile fare previsioni vista l'eterogeneità delle situazioni regionali anche nelle diverse fasce d'età»: è questa la sintesi dell’analisi del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.

Il presidente della Fondazione che dall’inizio dell’epidemia è stata una delle fonti di analisi più autorevoli, evidenzia come l'efficacia del vaccino nei confronti della malattia grave «è riuscita ad ammortizzare l'impatto sugli ospedali ma evidentemente con questo enorme numero di casi abbiamo comunque quasi 20.000 persone ricoverate in area medica e oltre 1700 in terapia intensiva».

I tassi di occupazione prossimi al 30% dell'area medica e al 20% (che fanno scattare l'arancione) in terapia intensiva «sembrano in lieve calo verosimilmente per la maggior prevalenza della variante Omicron su quella Delta e sul fatto che abbiamo aumentato in maniera importante le vaccinazioni e le terze dosi». Per quanto riguarda i decessi «la media giornaliera ha raggiunto quasi 350 ma - spiega Cartabellotta - si tratta di contagi relativi a circa 3 settimane fa». Sul fronte delle vaccinazioni «procede molto spedita la somministrazione delle terze dosi e iniziamo a intravedere un effetto dell'obbligo vaccinale sugli over 50; stabile invece, nell'ultima settimana, la vaccinazione della fascia 5-11 anni, verosimilmente - conclude Cartabellotta - per il numero elevato di bambini in quarantena».

Anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, si lascia andare a alcune considerazioni moderatamente ottimistiche, pur non tralasciando mai la solita prudenza: «C'è una chiara riduzione dei contagi, anche se confrontiamo i numeri di questa domenica rispetto alla precedente, ma io esorterei ad avere ancora un po’ di prudenza per confermare questo dato». Il rischio è «che possano emergere altre varianti del virus. Per questo esorto alla prudenza e al rispetto nei comportamenti individuali e spero che vengano promosse quanto prima campagne vaccinali nei paesi che su questo fronte sono ancora indietro».

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