Covid in Sardegna, l’allarme dei sindacati: «Ospedali nel caos e personale al collasso»

A Sassari pronto soccorso assediato e pressione sull’Aou. Regione nel mirino: «Pazienti da giorni nei container»  

SASSARI. “Ospedali nel caos e personale sull’orlo di una crisi di nervi”: è il titolo scelto dalle organizzazioni sindacali della sanità (con un documento unitario firmato da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl) per rappresentare la realtà nella quale gli operatori sono costretti a lavorare in tutte le strutture e i servizi.

«La situazione pandemica sta assumendo livelli allucinanti – denunciano Antonio Canalis, Antonio Monni e Augusto Ogana – e dopo le varie proteste e le istanze presentate, non è più rinviabile un intervento decisivo (serve fare di più e in fretta) da parte del livello politico regionale e delle direzioni strategiche delle due aziende del territorio».

Il documento delle organizzazioni sindacali è diretto all’assessore regionale alla Sanità e ai direttori generali dell’Aou e dell’Asl di Sassari, con un primo avvertimento che testimonia il livello di emergenza: «Servono urgenti misure di contenimento della corsa all’ospedale di Sassari da ogni parte della Sardegna. Sembra essere quello del nord dell’Isola l’unico approdo per chi ha necessità di assistenza a causa delle complicanze legate al Covid, in aggiunta alle quali stanno aumentando anche quelle di altra natura».

Dai sindacati arriva la drammatica conferma che l’Azienda ospedaliera universitaria da sola non può sopportare una simile pressione: «Da troppo tempo riceviamo il grido d’allarme che vale come richiesta di aiuto da parte del personale (medici, infermieri, ausiliari e oss) – affermano i dirigenti sindacali – che denuncia un senso di abbandono e frustrazione a causa del perdurare e peggiorare del caos che si registra soprattutto al Pronto soccorso di Sassari. Ormai è stato trasformato in una sorta di avamposto dove si registrano numeri da brivido, con punte di 70-80 accessi al giorno e con una media di permanenza di circa una settimana in attesa di un posto letto».

È un elenco senza sconti quello del sindacato: «Pazienti ancora in un container, dove l’attesa si è trasformata in degenza a tutti gli effetti e in un ambiente del tutto inappropriato, senza distinzione di sesso e con una privacy impossibile da rispettare». Il personale è sull’orlo di una crisi di nervi: «I carichi sono improponibili, gli operatori sono costretti a barcamenarsi tra le miriade di richieste dei pazienti e dei loro familiari. E danni biologici e rischi professionali sono dietro l’angolo, tanto che assenze per malattia e /o per contagio da Covid stanno prendendo il sopravvento». I dirigenti sindacali esprimono grande preoccupazione «per i riflessi che la grave emergenza sta determinando sul personale sanitario, per quanto concerne l’equilibrio e la lucidità che invece sono patrimonio fondamentale».

Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica chiedono al più presto bandi di selezione e concorsi: solo in Aou si registrano 200 lavoratori con rapporto interinale. Chiesta la convocazione di un tavolo urgente con Asl e Aou e sono già in programma iniziative di mobilitazione e di protesta con massima rilevanza.

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