Quirinale, aula in stallo. Zanda: "Alle soglie del caos"

Lo spoglio di martedì

In Transatlantico si percepisce la tensione: resistenze sul nome di Draghi

ROMA. Il cauto ottimismo di 24 ore prima lascia il passo a un pessimismo che rimanda indietro l’orologio di nove anni. Se due giorni fa tutti davano per scontato il trasloco di Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale, ieri le quotazioni del premier erano in picchiata. A vantaggio di chi? Dell’incertezza, della confusione, degli scrutini a oltranza. «Siamo alle soglie del caos», dice senza giri di parole Luigi Zanda, senatore Pd, uno che conosce bene le dinamiche di palazzo. E dunque? «Dobbiamo evitare ulteriori passi avanti verso il caos».

Anche ieri a Montecitorio va in scena lo stesso copione del giorno prima. I grandi partiti si affidano tutti alla scheda bianca nella speranza di trovare quel nome condiviso capace di mettere tutti d’accordo. I senatori a vita Segre, Monti, Piano e Cattaneo danno il via alle votazioni. In aula si rivedono tutti i leader: Renzi e Salvini, Letta e Meloni, Di Maio e Speranza. Ma in Transatlantico si percepisce la tensione, le resistenze a Draghi sono trasversali.

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