Finte iniezioni a Napoli: due in carcere
NAPOLI. Dopo avere fissato l'appuntamento l'infermiere si recava di persona a prelevare il gruppo di no-vax all'uscita dell'hub per condurlo, con la complicità delle guardie giurate, nel suo box dove...
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NAPOLI. Dopo avere fissato l'appuntamento l'infermiere si recava di persona a prelevare il gruppo di no-vax all'uscita dell'hub per condurlo, con la complicità delle guardie giurate, nel suo box dove il siero anti Covid-19 Moderna invece di essere iniettato nel braccio finiva in un batuffolo d'ovatta. A confermare il grave inganno - costato il carcere a lui e a un operatore socio sanitario suo factotum - sono state le prove inconfutabili ricavate dalle immagini delle telecamere installate dai Nas nell'hub vaccinale della «Fagianeria», nel Museo di Capodimonte di Napoli. Video e intercettazioni telefoniche che hanno fornito la conferma della «soffiata» giunta alle orecchie del direttore dell'Asl Ciro Verdoliva il quale ha denunciato tutto consentendo ai carabinieri di incastrare senza ombra di dubbio i due sanitari infedeli suoi dipendenti (entrambi dell'ospedale San Giovanni Bosco). Si tratta di Giuliano Di Girolamo, 40 anni, e di Rosario Cirillo, 55 anni, (ma sono 39 gli indagati, tra falsi vaccinati provenienti anche da fuori regione e colleghi dei due), ora accusati dalla Procura di Napoli (il sostituto procuratore Henry John Woodcock) di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, peculato e falso in atto pubblico. Reati contestati per condotte concretizzatesi tra il 7 novembre 2021 e il 10 gennaio scorso. Per ogni inoculazione simulata (anche a minori e loro genitori) intascavano e poi si dividevano 150 euro. I «clienti», si è appreso, avevano ottenuto i loro contatti con il passaparola.
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