La letteratura apre la mente e aiuta a crescere
di Elisa Farena*
La rivoluzione avviata dalla Beat generation: la condivisione di poesie e romanzi affina l’intelletto e la creatività
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“Kill your darlings”: l’impareggiabile valore della letteratura
"Uccidi i tuoi cari” rappresenta un motto degli scrittori più esperti. È una metafora ricorrente quando ci si sbarazza di una trama, di un personaggio o di frasi superflue per il bene di un pezzo di scrittura creativa, sebbene si possa trattare di elementi derivanti da un lavoro minuzioso. Ci troviamo nell’America del secondo dopoguerra, un periodo famigerato sia per aver trascinato con sé svariate atrocità, sia per aver conosciuto un sorprendente sviluppo della letteratura. Fioriscono gli hipster, i bohemians e la Beat Generation, un movimento giovanile letterario all’insegna dell’emancipazione poetico-artistica e dell’anticonformismo verso la società del tempo. Il vocabolo “beat”, un tempo, si conferiva a una persona “fuori dal comune”, dagli atteggiamenti singolari, talvolta aggressiva e recidiva verso il compromesso. La Beat Generation prende forma fra i banchi della Columbia University, professando quella che sarebbe stata “la nuova visione”. Fra i suoi principali esponenti vi furono Allen Ginsberg, Lucien Carr, Jack Kerouac e William Burroughs, i quali esplorarono insieme l’universalità delle cose, così come la loro sessualità, intonando il loro desiderio di libertà e rivoluzione in versi di poesia. Prendo come riferimento la pellicola “Giovani Ribelli - Kill Your Darlings”, che illustra un intrigante connubio fra il genere romantico, giallo e drammatico. Inizialmente ci viene presentato Allen Ginsberg, poeta timido e promettente che, dopo essersi sistemato all’università, stringe amicizia con Lucien Carr, uno studente tanto fascinoso quanto umorale, in quanto spesso trascura i suoi colleghi ingiustamente. Successivamente compaiono anche Jack Kerouac, uno scrittore burbero e prolifico che si scambia delle poesie con un amico impegnato nel servizio militare, e William Burroughs, un criptico saggista che si dedica alla meditazione utilizzando sostanze stupefacenti. Le avventure di questi ragazzi confluiscono nell’inaspettato crimine commesso da Lucien Carr, che, coinvolgendo Allen in un’atmosfera nuova e “ribelle”, tira fuori i suoi scheletri dall’armadio, eliminando dalla sua vita David Kammerer, un suo ex compagno scrittore malsanamente ossessionato da Lucien. Ma cosa c’entra questo con la letteratura? La letteratura è il mezzo fondamentale attraverso cui loro scendono nei meandri della loro mente, condividendo emozioni e opere letterarie. Inoltre illumina il loro percorso di formazione improntato sull’abbandono di abitudini e, perfino, persone che si dimostrano deleterie nel momento in cui si tenta di voltare pagina. Solitamente è proprio la letteratura la chiave di lettura della realtà quotidiana: la maggior parte degli autori, non a caso, parte sempre da una base storica precisa, sviluppa la propria poetica e infine produce qualcosa di fruibile a tutti coloro che vorranno coglierne l’essenza. Attualmente si verifica un progressivo allontanamento dalla letteratura e dalla cultura, soprattutto in relazione alla società in cui viviamo, che spesso predilige l’immediatezza e la praticità rispetto all’intelletto e alla creatività. La letteratura non serve solo a dilettare, bensì rimanda allo spessore morale e allo stile di chi la diffonde; ci affascina e ci fa immedesimare in ciò che leggiamo, con conseguenti capacità di discernimento e argomentazione. Questo processo conduce verso una freschezza d’animo, un grosso potere ingiustamente sottovalutato. Che sia esaltata la letteratura, e lasciate che vi apra un mondo.
*Elisa Frequenta il Liceo
Canopoleno a Sassari
"Uccidi i tuoi cari” rappresenta un motto degli scrittori più esperti. È una metafora ricorrente quando ci si sbarazza di una trama, di un personaggio o di frasi superflue per il bene di un pezzo di scrittura creativa, sebbene si possa trattare di elementi derivanti da un lavoro minuzioso. Ci troviamo nell’America del secondo dopoguerra, un periodo famigerato sia per aver trascinato con sé svariate atrocità, sia per aver conosciuto un sorprendente sviluppo della letteratura. Fioriscono gli hipster, i bohemians e la Beat Generation, un movimento giovanile letterario all’insegna dell’emancipazione poetico-artistica e dell’anticonformismo verso la società del tempo. Il vocabolo “beat”, un tempo, si conferiva a una persona “fuori dal comune”, dagli atteggiamenti singolari, talvolta aggressiva e recidiva verso il compromesso. La Beat Generation prende forma fra i banchi della Columbia University, professando quella che sarebbe stata “la nuova visione”. Fra i suoi principali esponenti vi furono Allen Ginsberg, Lucien Carr, Jack Kerouac e William Burroughs, i quali esplorarono insieme l’universalità delle cose, così come la loro sessualità, intonando il loro desiderio di libertà e rivoluzione in versi di poesia. Prendo come riferimento la pellicola “Giovani Ribelli - Kill Your Darlings”, che illustra un intrigante connubio fra il genere romantico, giallo e drammatico. Inizialmente ci viene presentato Allen Ginsberg, poeta timido e promettente che, dopo essersi sistemato all’università, stringe amicizia con Lucien Carr, uno studente tanto fascinoso quanto umorale, in quanto spesso trascura i suoi colleghi ingiustamente. Successivamente compaiono anche Jack Kerouac, uno scrittore burbero e prolifico che si scambia delle poesie con un amico impegnato nel servizio militare, e William Burroughs, un criptico saggista che si dedica alla meditazione utilizzando sostanze stupefacenti. Le avventure di questi ragazzi confluiscono nell’inaspettato crimine commesso da Lucien Carr, che, coinvolgendo Allen in un’atmosfera nuova e “ribelle”, tira fuori i suoi scheletri dall’armadio, eliminando dalla sua vita David Kammerer, un suo ex compagno scrittore malsanamente ossessionato da Lucien. Ma cosa c’entra questo con la letteratura? La letteratura è il mezzo fondamentale attraverso cui loro scendono nei meandri della loro mente, condividendo emozioni e opere letterarie. Inoltre illumina il loro percorso di formazione improntato sull’abbandono di abitudini e, perfino, persone che si dimostrano deleterie nel momento in cui si tenta di voltare pagina. Solitamente è proprio la letteratura la chiave di lettura della realtà quotidiana: la maggior parte degli autori, non a caso, parte sempre da una base storica precisa, sviluppa la propria poetica e infine produce qualcosa di fruibile a tutti coloro che vorranno coglierne l’essenza. Attualmente si verifica un progressivo allontanamento dalla letteratura e dalla cultura, soprattutto in relazione alla società in cui viviamo, che spesso predilige l’immediatezza e la praticità rispetto all’intelletto e alla creatività. La letteratura non serve solo a dilettare, bensì rimanda allo spessore morale e allo stile di chi la diffonde; ci affascina e ci fa immedesimare in ciò che leggiamo, con conseguenti capacità di discernimento e argomentazione. Questo processo conduce verso una freschezza d’animo, un grosso potere ingiustamente sottovalutato. Che sia esaltata la letteratura, e lasciate che vi apra un mondo.
*Elisa Frequenta il Liceo
Canopoleno a Sassari
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