«Finalmente si riprende a programmare»
Carlo Gallino, amministratore di My Comp: «Ritornano gli stranieri, soprattutto di lingua tedesca»
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SASSARI. Con la sua azienda fornisce servizi di supporto informatici e di marketing alle aziende turistiche: per questo Carlo gallino, amministratore di MyComp, ha un punto di vista privilegiato sul mercato turistico della Sardegna. E dallo sguardo che può lanciare in questa prima parte dell’anno trae motivi per essere ottimista: «La stagione promette bene, i primi segnali sono molto positivi». Il boom di richieste di personale da parte di aziende del settore è dovuto, secondo Gallino, a due fattori: l’esperienza dell’anno passato e le previsioni per la stagione futura. «Principalmente credo che le tante richieste di personale siano legate alle difficoltà incontrate nella scorsa stagione. Le aziende hanno avuto seri problemi e ora si stanno muovendo per tempo per non avere brutte sorprese. Poi ci sono le previsioni per la stagione».
Che sono, per il momento, decisamente confortanti: «I segnali che arrivano sono importanti, soprattutto dall’estero. Sono segnali di ripresa. Registriamo una grande domanda, soprattutto dal mercato degli stranieri che negli ultimi due anni si era ridotta moltissimo. Forse l’inizio della stagione sarà difficile, ma poi dovrebbe andare molto bene».
Un avvio stentato legato ancora a incertezze? «Può essere, all’inizio ci sarà ancora un po’ di sofferenza. Sicuramente ci sarà incertezza, ma gli stranieri aumenteranno rispetto all’anno scorso, certo, non è che ci voglia molto, visti i numeri del 2021. Però noi staimo avendo prenotazioni a livelli pre covid».
L’ottimismo si percepisce: c’è voglia di viaggiare: «C’è la sensazione diffusa che questa pandemia sarà gestibile in estate. E siccome gli stranieri pianificano con largo anticipo i loro viaggi, noi stiamo già registrando gli effetti di questo atteggiamento».
Una tendenza che è emersa da alcune settimane: «La ripresa c’è stata subito dopo Natale. Si vedono numeri importanti per l’alta stagione e per la coda, mentre,. come detto, l’inizio potrebbe essere stentato. Diciamo che da giugno in poi le cose dovrebbe andare bene».
Ritornano in scena mercati tradizionalmente interessanti per la Sardegna: «Sicuramente dalla Germania c’è una ripresa fortissima. lo vediamo anche dalle prenotazioni di tour operator stranieri che prima erano praticamente spenti, svizzeri tedeschi. Dall’Inghilterra c’è una certa crescita, ma ancora con numeri troppo piccoli. Ancora prematuro poter dare giudizio».
Gli operatori del settore alberghiero e della ristorazione, scottati dall’esperienza dellos corso anno, si stanno muovendo per tempo: «L’anno scorso ci sono state grandissime difficoltà. Ho molti clienti che non sono riusciti ad aprire il ristorante dell’albergo perché non sono riusciti a trovare chef».
La semplificazione delle regole che in parte si sta realizzando e in parte si sta profilando servirà: «Aiuterà moltissimo. Questa variante meno pericolosa sta incoraggiando le persone a fare programmi. Cosa che non avveniva più da anni. il Covid aveva portato ututti a scegliere all’ultimo momento e questo ha avuto riflessi anche sulla pianificazione da parte delle aziende».
Rimane una grossa incognita: «Bisognerà vedere come andranno i trasporti sia aerei che navali. È un anno delicato, mi auguro che vada bene perché i costi aumentano e avranno un effetto importante,. È fondamentale che la stagione vada bene. Le strutture sono arrivate molto stanche al 2022, hanno dovuto superare due anni impegnativi anche a livello psicicologico, anni di incertezza e ristrettezze». (r.pe.)
Che sono, per il momento, decisamente confortanti: «I segnali che arrivano sono importanti, soprattutto dall’estero. Sono segnali di ripresa. Registriamo una grande domanda, soprattutto dal mercato degli stranieri che negli ultimi due anni si era ridotta moltissimo. Forse l’inizio della stagione sarà difficile, ma poi dovrebbe andare molto bene».
Un avvio stentato legato ancora a incertezze? «Può essere, all’inizio ci sarà ancora un po’ di sofferenza. Sicuramente ci sarà incertezza, ma gli stranieri aumenteranno rispetto all’anno scorso, certo, non è che ci voglia molto, visti i numeri del 2021. Però noi staimo avendo prenotazioni a livelli pre covid».
L’ottimismo si percepisce: c’è voglia di viaggiare: «C’è la sensazione diffusa che questa pandemia sarà gestibile in estate. E siccome gli stranieri pianificano con largo anticipo i loro viaggi, noi stiamo già registrando gli effetti di questo atteggiamento».
Una tendenza che è emersa da alcune settimane: «La ripresa c’è stata subito dopo Natale. Si vedono numeri importanti per l’alta stagione e per la coda, mentre,. come detto, l’inizio potrebbe essere stentato. Diciamo che da giugno in poi le cose dovrebbe andare bene».
Ritornano in scena mercati tradizionalmente interessanti per la Sardegna: «Sicuramente dalla Germania c’è una ripresa fortissima. lo vediamo anche dalle prenotazioni di tour operator stranieri che prima erano praticamente spenti, svizzeri tedeschi. Dall’Inghilterra c’è una certa crescita, ma ancora con numeri troppo piccoli. Ancora prematuro poter dare giudizio».
Gli operatori del settore alberghiero e della ristorazione, scottati dall’esperienza dellos corso anno, si stanno muovendo per tempo: «L’anno scorso ci sono state grandissime difficoltà. Ho molti clienti che non sono riusciti ad aprire il ristorante dell’albergo perché non sono riusciti a trovare chef».
La semplificazione delle regole che in parte si sta realizzando e in parte si sta profilando servirà: «Aiuterà moltissimo. Questa variante meno pericolosa sta incoraggiando le persone a fare programmi. Cosa che non avveniva più da anni. il Covid aveva portato ututti a scegliere all’ultimo momento e questo ha avuto riflessi anche sulla pianificazione da parte delle aziende».
Rimane una grossa incognita: «Bisognerà vedere come andranno i trasporti sia aerei che navali. È un anno delicato, mi auguro che vada bene perché i costi aumentano e avranno un effetto importante,. È fondamentale che la stagione vada bene. Le strutture sono arrivate molto stanche al 2022, hanno dovuto superare due anni impegnativi anche a livello psicicologico, anni di incertezza e ristrettezze». (r.pe.)
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