Introvabili i dati dei test i guariti a caccia del pass
I risultati non possono essere consultati: troppi sistemi attivi. Famiglie nel caos
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il caso dei green pass rischia di aumentare le incertezze che già dominano la pandemia. Con la possibilità che molti cittadini si allontanino dai percorsi ufficiali per evitare la beffa di finire nel limbo dei no vax senza nemmeno averlo scelto.
Dopo la segnalazione della Fimmg, con i medici di famiglia che indicavano l’impossibilità di raggiungere i risultati di molti tamponi dei loro assistiti per via del groviglio dei sistemi di inserimento dei dati, in contrasto tra loro oppure destinati all’uso esclusivo di alcune delle strutture autorizzate alle verifiche, sono arrivate conferme anche da altre organizzazioni. Tra queste ci sono anche quelle che riuniscono i laboratori di analisi che, ieri, hanno confermato quanto denunciato qualche giorno da dai rappresentanti dei medici di famiglia e hanno lanciato un appello alla Regione: «I sistemi che raccolgo i dati dei tamponi appena processati non dialogano tra loro». Il risultato è un incubo che spesso si snocciola in formato famiglia: «Chi è guarito dal Covid ha difficoltà a farsi rilasciare i certificati di guarigione necessari all'emissione del Green pass», denuncia Federlab Sardegna, la sigla sindacale che rappresenta molti laboratori di analisi accreditati con il sistema sanitario regionale. Ma, a monte del groviglio ci sarebbe proprio la Regione: «Per disposizione dell'assessorato alla Sanità, i laboratori inviano i dati relativi ai tamponi antigenici (positivi e negativi) al “Sistema tessera sanitaria” (Ts), al sistema integrato per il debito informativo (Sidi) e infine agli uffici di Igiene pubblica. Ma in questi giorni – segnala Fedrlab – sta emergendo che tali dati non vengono utilizzati né dagli uffici di Igiene pubblica né dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta a causa della non interoperabilità dei sistemi con la piattaforma MeDir (intranet regionale). Questo comporta importanti disservizi nell'emissione dei certificati verdi e dunque forti limitazioni alla libertà personale dei pazienti». Federlab si unisce così all'appello della Fimmg nel chiedere urgentemente alla Regione un rapido intervento per risolvere il problema e «recuperare velocemente i dati di quei pazienti che fino ad oggi non hanno avuto ciò che gli è dovuto».
L’affondo in Consiglio. Oltre alle associazioni, il caso dei green pass non rilasciati è entrato anche in Consiglio regionale. Michele Ciusa, consigliere dei Cinque stelle, segnala l’odissea dei guariti senza green pass: «Sono tantissime ormai le persone che sono guarite dal Covid il mese scorso e che, non dovendo più fare la terza dose di vaccino, non sanno come ottenere il rinnovo del green pass, dal momento che, pur essendo state segnalate alla Asl dal medico di famiglia, non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione da parte del Ministero. Centinaia, ma forse anche migliaia di persone, sono sfuggite loro malgrado al tracciamento, ignorate da un sistema completamente in tilt, e oggi non sanno come comportarsi. Se non possiamo fare il vaccino, cosa dobbiamo fare per essere in regola? Questa è la domanda – spiega Ciusa – che attanaglia i sardi alle prese con le nuove norme che scatteranno da oggi e dal 15 febbraio. In mancanza di regole chiare e in assenza di una macchina amministrativa efficiente si sta verificando lo scenario peggiore: tanti cittadini preferiscono trasgredire le regole non comunicando la propria positività pur di non finire imbrigliati in una gabbia fatta di regole che esistono solo sulla carta. Perché il tracciamento è saltato? Come ci si deve comportare? Se esiste un problema relativo alla carenza di personale addetto al caricamento dei dati, sono necessario assunzioni urgenti. Non possiamo tenere le famiglie in questo limbo. L'assessore Nieddu – conclude Ciusa – non può far finta che il sistema stia funzionando perché così non è, per è urgente fornire comunicazioni chiare ai cittadini, ai medici e ai farmacisti che pur comunicando i dati non ottengono alcun riscontro». (c.z.)
Dopo la segnalazione della Fimmg, con i medici di famiglia che indicavano l’impossibilità di raggiungere i risultati di molti tamponi dei loro assistiti per via del groviglio dei sistemi di inserimento dei dati, in contrasto tra loro oppure destinati all’uso esclusivo di alcune delle strutture autorizzate alle verifiche, sono arrivate conferme anche da altre organizzazioni. Tra queste ci sono anche quelle che riuniscono i laboratori di analisi che, ieri, hanno confermato quanto denunciato qualche giorno da dai rappresentanti dei medici di famiglia e hanno lanciato un appello alla Regione: «I sistemi che raccolgo i dati dei tamponi appena processati non dialogano tra loro». Il risultato è un incubo che spesso si snocciola in formato famiglia: «Chi è guarito dal Covid ha difficoltà a farsi rilasciare i certificati di guarigione necessari all'emissione del Green pass», denuncia Federlab Sardegna, la sigla sindacale che rappresenta molti laboratori di analisi accreditati con il sistema sanitario regionale. Ma, a monte del groviglio ci sarebbe proprio la Regione: «Per disposizione dell'assessorato alla Sanità, i laboratori inviano i dati relativi ai tamponi antigenici (positivi e negativi) al “Sistema tessera sanitaria” (Ts), al sistema integrato per il debito informativo (Sidi) e infine agli uffici di Igiene pubblica. Ma in questi giorni – segnala Fedrlab – sta emergendo che tali dati non vengono utilizzati né dagli uffici di Igiene pubblica né dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta a causa della non interoperabilità dei sistemi con la piattaforma MeDir (intranet regionale). Questo comporta importanti disservizi nell'emissione dei certificati verdi e dunque forti limitazioni alla libertà personale dei pazienti». Federlab si unisce così all'appello della Fimmg nel chiedere urgentemente alla Regione un rapido intervento per risolvere il problema e «recuperare velocemente i dati di quei pazienti che fino ad oggi non hanno avuto ciò che gli è dovuto».
L’affondo in Consiglio. Oltre alle associazioni, il caso dei green pass non rilasciati è entrato anche in Consiglio regionale. Michele Ciusa, consigliere dei Cinque stelle, segnala l’odissea dei guariti senza green pass: «Sono tantissime ormai le persone che sono guarite dal Covid il mese scorso e che, non dovendo più fare la terza dose di vaccino, non sanno come ottenere il rinnovo del green pass, dal momento che, pur essendo state segnalate alla Asl dal medico di famiglia, non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione da parte del Ministero. Centinaia, ma forse anche migliaia di persone, sono sfuggite loro malgrado al tracciamento, ignorate da un sistema completamente in tilt, e oggi non sanno come comportarsi. Se non possiamo fare il vaccino, cosa dobbiamo fare per essere in regola? Questa è la domanda – spiega Ciusa – che attanaglia i sardi alle prese con le nuove norme che scatteranno da oggi e dal 15 febbraio. In mancanza di regole chiare e in assenza di una macchina amministrativa efficiente si sta verificando lo scenario peggiore: tanti cittadini preferiscono trasgredire le regole non comunicando la propria positività pur di non finire imbrigliati in una gabbia fatta di regole che esistono solo sulla carta. Perché il tracciamento è saltato? Come ci si deve comportare? Se esiste un problema relativo alla carenza di personale addetto al caricamento dei dati, sono necessario assunzioni urgenti. Non possiamo tenere le famiglie in questo limbo. L'assessore Nieddu – conclude Ciusa – non può far finta che il sistema stia funzionando perché così non è, per è urgente fornire comunicazioni chiare ai cittadini, ai medici e ai farmacisti che pur comunicando i dati non ottengono alcun riscontro». (c.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
