La Nuova Sardegna

I sindaci in consiglio regionale 

«Confronto sulle risorse per far ripartire l’isola»

«Confronto sulle risorse per far ripartire l’isola»

CAGLIARIDal presidente del Consiglio delle autonomie, Andrea Soddu, ai sindaci Daniela Falconi, Fonni, Laura Cappelli, Buggerru, Omar Hassan, Modolo, e Gianfranco Soletta, Thiesi, l’appello alla...

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CAGLIARI

Dal presidente del Consiglio delle autonomie, Andrea Soddu, ai sindaci Daniela Falconi, Fonni, Laura Cappelli, Buggerru, Omar Hassan, Modolo, e Gianfranco Soletta, Thiesi, l’appello alla giunta Solinas e al Consiglio regionale è stato sempre lo stesso: «Confrontiamoci, ascoltateci, condividiamo scelte, decisioni, finanziamenti e spesa». Perché dopo essere stati in prima linea nell’emergenza sanitaria, e molti lo sono ancora, ora i sindaci pretendono di avere un ruolo soprattutto nella stagione attesa della ripartenza. Quando arriveranno i milioni della Finanziaria, in discussione, e quelli europei del Pnrr sarà «indispensabile che tutti insieme ci sediamo intorno a un tavolo per decidere come uscire dal tunnel della crisi economica e sociale, evitando di cadere nel solito errore: investire su progetti che finiranno per non lasciare nulla sui territori». È quella sinergia fra i diversi livelli di governo sollecitata, in apertura della seduta congiunta, dal presidente del Consiglio regionale, Michele Pais: «Il post pandemia ci obbliga a ridisegnare le priorità e sarà per la politica un banco di prova per tutta la politica. Dobbiamo essere capaci di dare le risposte urgenti che la società ci chiede».

La ruggine. Sulla bozza della Finanziaria più di un’incomprensione c’è stata: non dovrà esserci sul Piano di resilienza e ripartenza: «È un’occasione storica e non dobbiamo sprecarla», hanno ripetuto, seppure con diverse sfumature a seconda dell’appartenenza alla maggioranza di centrodestra o all’opposizione, i capigruppo Eugenio Lai, LeU, Michele Cossa, Riformatori, Roberto Li Gioi, M5s, Pierluigi Saiu, Lega, Francesco Agus, Progressisti, Gianfranco Ganau, Pd, Angelo Cocciu e Franco Mura, Psd’Az. Chi è fuori dalla coalizione di governo ha sottolineato: «Finora la Giunta si è chiusa in se stessa e non è stata capace di ascoltare». Dall’altro fronte hanno replicato: «Il dialogo c’è stato, va solo approfondito». Poi tutti, anche se sempre con accenti molto distanti fra loro, hanno auspicato una profonda riforma del sistema Regione: «Il Consiglio e la Giunta devono ritornare a essere organi di legislazione e indirizzo. L’applicazione vera e propria va demandata ai Comuni, evitando così anche il groviglio della burocrazia».

L’appello. I veri protagonisti sono stati i sindaci. Andrea Soddu, in scadenza di mandato visto che venerdì sarà eletto il presidente del Cal, ha detto: «Ci sono ancora diverse questioni aperte. Ad esempio è da tempo che il Fondo unico destinato ai Comuni è rimasto lo stesso nonostante siano aumentate le entrate della Regione». Daniela Falconi ha rilanciato: «Da qualunque parte provengano le risorse finanziarie devono essere il fine non il mezzo per arrivare a quella necessaria progettazione territoriale che sfoci in un nuovo federalismo interno, rimettendo in equilibrio soprattutto i Comuni oggi emarginati e prigionieri del dramma dello spopolamento». Laura Cappelli, riferendosi alle ultime sentenze sul Piano casa, ha chiesto: «Leggi chiare e massima semplificazione, perché altrimenti rischiamo la confusione e il blocco totale». Omar Hassan ha detto: «La Regione deve sostenere i Comuni in difficoltà finanziarie con più forza o per noi sarà impossibile garantire i servizi essenziali ai cittadini». Gianfranco Soletta ha messo in fila le priorità: «Far ripartire la sanità, puntare su scuole, infrastrutture e trasporti. Dobbiamo sconfiggere quel sentimento di abbandono che ormai serpeggia fra troppi sardi». Per la Giunta sono intervenuti l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, «il dialogo dev’essere continuo e approfondito fra la Giunta e i sindaci», e la vicepresidente Alessandra Zedda ha esortato «tutte le istituzioni a lavorare compatte per intercettare le opportunità e i vantaggi che sono l’altra parte della medaglia della pandemia. Chi lo saprà fare, scriverà un futuro diverso». (ua)

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