Assaltano un furgone e sparano all’autista: ferito
di Dario Budroni
I banditi saltano sulla vettura, l’uomo reagisce e viene colpito a una gamba
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OLBIA. Lo hanno affiancato e sono saltati sulla cabina del suo camioncino. Lui ha reagito e loro gli hanno sparato addosso: un colpo di pistola alla gamba sinistra, a bruciapelo, mentre era al volante del suo piccolo Iveco bianco carico di sigarette. Troppo caos, troppo rumore: alla fine i malviventi hanno lasciato lì il bottino e sono quindi fuggiti a bordo di un furgone, poi ritrovato lungo la stessa strada circa un chilometro più in là. È accaduto ieri attorno alle 11.30 sulla provinciale 38 che collega Tempio con Olbia, all’altezza dello svincolo per la Sp 38 bis, cioè la strada crollata nell’alluvione del novembre del 2013. All’ombra dei graniti di Monte Pino, i rapinatori hanno provato a portare via il carico di un camioncino che trasportava diversi scatoloni pieni di sigarette, per un valore di circa 300mila euro. Ad avere la peggio è stato l’autista del mezzo, Francesco Terrosu, 57 anni, che ha rimediato una pallottola nella gamba e dei violenti colpi alla testa. L’uomo sta bene, è rimasto sempre vigile ed è stato lui stesso a chiamare i soccorsi. Sulle tracce del commando ci sono i carabinieri del reparto territoriale di Olbia, guidati dal tenente colonnello Davide Crapa, che si stanno ora occupando delle indagini. Non è da escludere che i rapinatori puntassero ad altro, magari a del denaro. Ma c’è anche da dire che sono comunque andati a colpo sicuro, probabilmente mossi dalla consapevolezza che la messa in vendita delle sigarette nel mercato nero avrebbe potuto fruttare non poche decine di migliaia di euro.
Cosa è successo. Francesco Terrosu, della Maddalena, è il titolare di una piccola azienda di trasporti che porta il suo stesso cognome. E tra i suoi lavori c’è anche quello di distribuire i pacchi di sigarette nei vari tabacchini della Gallura. Ieri mattina aveva caricato il suo Iveco a Tempio e si era quindi messo in marcia verso Olbia. Improvvisamente, una volta superata la frazione di Priatu, il mezzo di Terrosu è stato affiancato da un furgone Nissan con a bordo almeno tre uomini col volto coperto da sciarpe e cappelli e – si dice – dall’accento riconducibile alle zone interne dell’isola. Terrosu è stato così costretto a rallentare e due banditi, scesi dal furgone, sono riusciti ad aprire lo sportello destro dell’Iveco e a salire sul camioncino, intimando al conducente di seguire il loro mezzo verso la strada interrotta, la Sp 38 bis. È probabilmente qui – considerato che la zona è parecchio isolata – che i malviventi avrebbero voluto effettuare il trasbordo delle sigarette da un furgone all’altro. Ma le cose sono andate diversamente: il camioncino Iveco è finito contro il guardrail sinistro, Terrosu ha in qualche modo reagito e loro, i rapinatori, lo hanno prima colpito alla testa, forse anche con il calcio della pistola, per poi sparargli alla coscia della gamba sinistra. Infine la fuga, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Terrosu, rimasto sul posto spaventato e sanguinante ma sempre vigile e cosciente, è stato successivamente immobilizzato dai medici del 118 e quindi trasportato dall’elisoccorso all’ospedale di Sassari, nel reparto di chirurgia vascolare.
La fuga. Fallito il tentativo di rapina, gli uomini con il volto coperto sono fuggiti a bordo del loro furgone Nissan, che è poi risultato essere stato rubato a fine gennaio nella zona di Nuoro. Un furgone che è stato comunque abbandonato circa un chilometro dopo, sempre lungo la stessa strada, davanti al cancello di un bed & breakfast. Francesco Terrosu, nei minuti successivi all’assalto, avrebbe raccontato di aver visto allontanarsi, insieme al furgone Nissan, anche una seconda auto, con tutta probabilità di colore rosso. È dunque possibile che, alla fine, una volta abbandonato il mezzo più ingombrante, i banditi siano fuggiti tutti sulla stessa auto.
Il giallo dell’altra auto. E poi c’è un giallo, che riguarda un’altra auto ancora. Poche ore dopo il tentativo di rapina, i carabinieri hanno infatti trovato una Alfa Romeo 156 grigia tra gli alberi del fitto bosco che si trova all’altezza dell’incrocio tra la provinciale 38 e la stradale 127, sempre nelle vicinanze. L’auto (che non risulta per il momento rubata) era ben nascosta all’interno di un terreno privato e recintato. Ancora impossibile stabilire se gli episodi siano collegati. Ma è probabile che gli stessi banditi abbiano nascosto l’Alfa Romeo nelle ore precedenti l’assalto, magari per assicurarsi una ulteriore via di fuga. L’auto, una volta trovata, è stata trasportata a Olbia da un carro attrezzi. Come gli altri due mezzi, sarà ispezionata per la ricerca di tracce, prove e indizi.
Il sangue. Non è da escludere che anche uno dei rapinatori sia rimasto ferito durante l’assalto di ieri mattina. Alcune evidenti tracce di sangue sono state infatti riscontrate all’interno del furgone Nissan utilizzato dai banditi. Ma è anche probabile che si tratti del sangue di Francesco Terrosu, magari rimasto sulle mani o sui vestiti di uno dei malviventi. Sarà naturalmente l’esame del Dna a spazzare via ogni dubbio.
Le indagini. Sono i carabinieri del reparto territoriale di Olbia a occuparsi delle indagini. Sul posto, ieri, sono arrivati anche i colleghi della compagnia di Tempio, più gli agenti di polizia e i militari della guardia di finanza. Le indagini si svolgono nell’ambito delle attività del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri di Sassari. Ieri, subito dopo il tentativo di rapina ai piedi di Monte Pino, tra Olbia e Priatu, sono stati allestiti numerosi posti di blocco, sia in Gallura che nel Nuorese.
Cosa è successo. Francesco Terrosu, della Maddalena, è il titolare di una piccola azienda di trasporti che porta il suo stesso cognome. E tra i suoi lavori c’è anche quello di distribuire i pacchi di sigarette nei vari tabacchini della Gallura. Ieri mattina aveva caricato il suo Iveco a Tempio e si era quindi messo in marcia verso Olbia. Improvvisamente, una volta superata la frazione di Priatu, il mezzo di Terrosu è stato affiancato da un furgone Nissan con a bordo almeno tre uomini col volto coperto da sciarpe e cappelli e – si dice – dall’accento riconducibile alle zone interne dell’isola. Terrosu è stato così costretto a rallentare e due banditi, scesi dal furgone, sono riusciti ad aprire lo sportello destro dell’Iveco e a salire sul camioncino, intimando al conducente di seguire il loro mezzo verso la strada interrotta, la Sp 38 bis. È probabilmente qui – considerato che la zona è parecchio isolata – che i malviventi avrebbero voluto effettuare il trasbordo delle sigarette da un furgone all’altro. Ma le cose sono andate diversamente: il camioncino Iveco è finito contro il guardrail sinistro, Terrosu ha in qualche modo reagito e loro, i rapinatori, lo hanno prima colpito alla testa, forse anche con il calcio della pistola, per poi sparargli alla coscia della gamba sinistra. Infine la fuga, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Terrosu, rimasto sul posto spaventato e sanguinante ma sempre vigile e cosciente, è stato successivamente immobilizzato dai medici del 118 e quindi trasportato dall’elisoccorso all’ospedale di Sassari, nel reparto di chirurgia vascolare.
La fuga. Fallito il tentativo di rapina, gli uomini con il volto coperto sono fuggiti a bordo del loro furgone Nissan, che è poi risultato essere stato rubato a fine gennaio nella zona di Nuoro. Un furgone che è stato comunque abbandonato circa un chilometro dopo, sempre lungo la stessa strada, davanti al cancello di un bed & breakfast. Francesco Terrosu, nei minuti successivi all’assalto, avrebbe raccontato di aver visto allontanarsi, insieme al furgone Nissan, anche una seconda auto, con tutta probabilità di colore rosso. È dunque possibile che, alla fine, una volta abbandonato il mezzo più ingombrante, i banditi siano fuggiti tutti sulla stessa auto.
Il giallo dell’altra auto. E poi c’è un giallo, che riguarda un’altra auto ancora. Poche ore dopo il tentativo di rapina, i carabinieri hanno infatti trovato una Alfa Romeo 156 grigia tra gli alberi del fitto bosco che si trova all’altezza dell’incrocio tra la provinciale 38 e la stradale 127, sempre nelle vicinanze. L’auto (che non risulta per il momento rubata) era ben nascosta all’interno di un terreno privato e recintato. Ancora impossibile stabilire se gli episodi siano collegati. Ma è probabile che gli stessi banditi abbiano nascosto l’Alfa Romeo nelle ore precedenti l’assalto, magari per assicurarsi una ulteriore via di fuga. L’auto, una volta trovata, è stata trasportata a Olbia da un carro attrezzi. Come gli altri due mezzi, sarà ispezionata per la ricerca di tracce, prove e indizi.
Il sangue. Non è da escludere che anche uno dei rapinatori sia rimasto ferito durante l’assalto di ieri mattina. Alcune evidenti tracce di sangue sono state infatti riscontrate all’interno del furgone Nissan utilizzato dai banditi. Ma è anche probabile che si tratti del sangue di Francesco Terrosu, magari rimasto sulle mani o sui vestiti di uno dei malviventi. Sarà naturalmente l’esame del Dna a spazzare via ogni dubbio.
Le indagini. Sono i carabinieri del reparto territoriale di Olbia a occuparsi delle indagini. Sul posto, ieri, sono arrivati anche i colleghi della compagnia di Tempio, più gli agenti di polizia e i militari della guardia di finanza. Le indagini si svolgono nell’ambito delle attività del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri di Sassari. Ieri, subito dopo il tentativo di rapina ai piedi di Monte Pino, tra Olbia e Priatu, sono stati allestiti numerosi posti di blocco, sia in Gallura che nel Nuorese.
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