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l’omicidio di gesturi 

Due colpi a pallettoni per punire uno sgarro

Due colpi a pallettoni per punire uno sgarro

Domani l’autopsia sul corpo della vittima, i carabinieri indagano sul suo passato

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GESTURI. L’assassino di Matteo Murgia sembra inghiottito dall’oscurità che avvolgeva la scena dell’agguato lunedì sera a “Pira ‘e Ibba” quando l’allevatore quarantenne è stato freddato con due colpi di fucile a pallettoni sparati frontalmente da una distanza ravvicinata. Domani il medico legale Roberto Demontis effettuerà l’autopsia, ma non si attende più di tanto rispetto a quello che già è emerso dalla prima ispezione del corpo sul luogo del delitto. Giusto l’orario della morte, quanti pallettoni andati a segno e la conferma che la vittima era rivolta verso il killer, che da dietro il muretto da cui ha sparato potrebbe averlo chiamato per farlo voltare. Nella caserma dei carabinieri di Gesturi anche ieri è continuata la processione di persone convocate dagli investigatori per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e conoscere eventuali attriti degli ultimi tempi. Al momento nessuno avrebbe dato un contributo alle indagini, passate nelle mani dei carabinieri della Compagnia di Sanluri e della stazione di Gesturi, diretti dal luogotenente Maurizio Porfirio. Un importante contributo per le indagini potrebbero darlo i due telefonini che la vittima aveva con sé e che ora sono nelle mani degli specialisti del Ris di Cagliari.

Matteo Murgia è incappato in una esecuzione sommaria scaturita da uno sgarro importante, non certo per uno dei frequenti scontri di poco conto di cui era sempre più spesso protagonista. Le fucilate sono state sparate col chiaro intento di uccidere.

(l.on)

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