Dopo la sentenza della Consulta
La Rete delle professioni: «Piano casa nella tempesta»
CAGLIARI. Stavolta è la Rete delle professioni tecniche a mettere pressione sull’assessorato all’urbanistica, dopo che i giudici della Corte costituzionale hanno bocciato gran parte del Piano casa...
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CAGLIARI. Stavolta è la Rete delle professioni tecniche a mettere pressione sull’assessorato all’urbanistica, dopo che i giudici della Corte costituzionale hanno bocciato gran parte del Piano casa 2021. La sollecitazione è perentoria: «In tempi rapidi attendiamo dalla Regione una circolare che faccia chiarezza sulle conseguenze della sentenza sulle pratiche edilizie in essere». In particolare, prosegue la richiesta, su quanto potrebbe accadere visto che la proroga della legge fino al 2023 è stata spazzata via dalla Consulta. «Il rischio – sottolinea Patrizia Sini, coordinatrice della Rete – è che molto presto insorgano difformità di interpretazione tra gli uffici tecnici dei Comuni e di conseguenza si scateni una situazione caotica e complessa per gli utenti che si sono affidati ai tecnici».
Troppa incertezza. «Dalla pubblicazione della sentenza – scrive la Rete – i tecnici istruttori dipendenti delle varie amministrazioni pubbliche, così come i professionisti, sono ormai alle prese con un’infinità di interpretazioni sugli effetti della stessa decisione e in particolare a essere disorientati sono quei cittadini che facendo affidamento sulle norme in vigore fino alla sentenza, hanno avviato le pratiche edilizie, ma non sanno più se saranno bloccate o meno». A questo punto – ribadisce Patrizia Sini – è «urgente e indispensabile una pronuncia univoca e autorevole da parte della Regione che garantisca serenità interpretativa e omogeneità di giudizio in tutti i Comuni».
I dubbi. In particolare, si legge nella nota diffusa dalla Rete, è «indispensabile fare chiarezza su tutte le diverse fasi delle pratiche basate sugli articoli del Piano casa cassati dai giudici costituzionali». Ad esempio: che fine faranno quelle licenziate dai Comuni, ma i cui lavori non sono ancora cominciati?. Oppure: decadrà o meno il nullaosta ricevuto per i lavori avviati? «Su questi aspetti e anche molti altri – conclude la Rete – è necessaria una rapida presa di posizione da parte dell’assessorato all’urbanistica per evitare interpretazioni diverse e trattamenti discordanti ai danni dei cittadini».
L’attacco. Dai banchi dell’opposizione in Consiglio regionale arriva, invece, la dura contestazione di Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti. «Sull’urbanistica – scrive – si sta consumando l’ennesimo fallimento della giunta Solinas. Anche noi, come tutti gli ordini professionali, pretendiamo che sia fatta chiarezza e ci sia certezza del diritto». Per concludere: «Quello che oggi rimane, invece, sono soltanto i precedenti presunti grandi annunci dell’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna, che sono rimasti tali dall’inizio della legislatura in poi. Con sempre il solito pessimo risultato scaricato su cittadini e tecnici: leggi zoppicanti, sbagliate, se non addirittura nulle, il blocco dell’edilizia, fino alla totale confusione».
Troppa incertezza. «Dalla pubblicazione della sentenza – scrive la Rete – i tecnici istruttori dipendenti delle varie amministrazioni pubbliche, così come i professionisti, sono ormai alle prese con un’infinità di interpretazioni sugli effetti della stessa decisione e in particolare a essere disorientati sono quei cittadini che facendo affidamento sulle norme in vigore fino alla sentenza, hanno avviato le pratiche edilizie, ma non sanno più se saranno bloccate o meno». A questo punto – ribadisce Patrizia Sini – è «urgente e indispensabile una pronuncia univoca e autorevole da parte della Regione che garantisca serenità interpretativa e omogeneità di giudizio in tutti i Comuni».
I dubbi. In particolare, si legge nella nota diffusa dalla Rete, è «indispensabile fare chiarezza su tutte le diverse fasi delle pratiche basate sugli articoli del Piano casa cassati dai giudici costituzionali». Ad esempio: che fine faranno quelle licenziate dai Comuni, ma i cui lavori non sono ancora cominciati?. Oppure: decadrà o meno il nullaosta ricevuto per i lavori avviati? «Su questi aspetti e anche molti altri – conclude la Rete – è necessaria una rapida presa di posizione da parte dell’assessorato all’urbanistica per evitare interpretazioni diverse e trattamenti discordanti ai danni dei cittadini».
L’attacco. Dai banchi dell’opposizione in Consiglio regionale arriva, invece, la dura contestazione di Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti. «Sull’urbanistica – scrive – si sta consumando l’ennesimo fallimento della giunta Solinas. Anche noi, come tutti gli ordini professionali, pretendiamo che sia fatta chiarezza e ci sia certezza del diritto». Per concludere: «Quello che oggi rimane, invece, sono soltanto i precedenti presunti grandi annunci dell’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna, che sono rimasti tali dall’inizio della legislatura in poi. Con sempre il solito pessimo risultato scaricato su cittadini e tecnici: leggi zoppicanti, sbagliate, se non addirittura nulle, il blocco dell’edilizia, fino alla totale confusione».
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